Panorami durante l'escursione © Cai CagliariSabato 30 marzo è stata effettuata un’ escursione conoscitiva per la verifica dei sentieri che dalla località “Cuile de Is Coccus” consentono la visita di alcune interessanti zone nel territorio del Comune di Sinnai, ma anche di raggiungere il Sentiero Italia Cai in zona “Monte Serpeddì”.
I sentieri percorsi rientrano nel progetto di un'ampia Rete Escursionistica elaborato dal Gruppo Locale G.P.S. (Gerrei Parteolla Sarrabus) della Sezione Cai di Cagliari, recepito dal Comune di Sinnai e recentemente inserito dall’Agenzia Regionale Forestas nel “Piano triennale di sviluppo e gestione della RES per il triennio 2024/26” . Con l’occasione tutti i partecipanti hanno potuto godere della meravigliosa e profumatissima florescenza multi specie, sopratutto delle “Peonie”, rigogliose in questi tratti. Un territorio assolutamente meritevole di attenzione che giustifica la realizzazione di sentieri ben segnati per essere visitato in totale sicurezza data la complessa morfologia del territorio.
L’escursione ha attraversato un territorio che, tra il ‘700 e l’800, ha subito un gravissimo danno ambientale, trasformandolo da bellissima e folta foresta di lecci e sughere in un'ambiente totalmente spoglio e arido, oggi rappresentato esclusivamente da Gariga e Macchia Mediterranea, con la presenza di diversi e isolati alberi monumentali di leccio, sopravissuti alla razzia.
Certamente i pascoli hanno avuto il loro peso, insieme agli incendi e ai diradamenti per le coltivazioni agricole, sulla devastazione del bosco originario, ma una devastazione di tale portata non è commisurabile soltanto a questi fenomeni. E’ probabile invece che fra il 700 e l’800, per soddisfare le concerie (nel 1830 ne risultavano in Sardegna ben 130 distribuite in tutta la regione), fosse fiorente l’attività di decorticazione degli alberi vivi per produrre la “Rusca”, corteccia essiccata e macinata ottima per la concia, che risultava un ottimo prodotto per rendere i pellami più morbidi e di maggior pregio rispetto a ciò che si otteneva tradizionalmente con quella prodotta dal mirto. Nuovi sistemi di concia appresi dagli artigiani francesi, grandi produttori e fornitori di pellame di qualità (rif. Tra cronaca e storia le vicende del patrimonio boschivo della Sardegna, Enea Beccu, Carlo Delfino editore, 2000).
Purtroppo la decorticazione delle piante vive ne procurava un'inesorabile morte in breve tempo, a differenza del taglio che lasciava la possibilità alle piante di riprendere vitalità.
In cammino © Cai Cagliari