
Domenica 16 marzo, 73 soci del CAI Nuoro hanno partecipato a un'escursione esplorativa per valutare la rete dei sentieri del Monte Ortobene. L'iniziativa ha visto la presenza di appassionati provenienti da tutta la regione: dalla città di Nuoro, dalla Barbagia, dal Marghine, dal Goceano, dall’Ogliastra e dall’Oristanese.
A guidare la comitiva, nonostante la giornata piovosa, il gruppo senior del CAI con Marcelo Carta e i suoi collaboratori. Tra i partecipanti anche Chiara Cansella, responsabile giovani CAI, Tonino Ladu, presidente della sezione di Nuoro, e Matteo Marteddu, rappresentante di CAI Sardegna.
L'escursione, durata oltre sette ore, si è concentrata sull’analisi della vecchia rete sentieristica immersa nel fitto bosco del Monte e sulla sua integrazione con il nuovo progetto del Comune di Nuoro e di Forestas. Questo progetto prevede la catalogazione dei sentieri con una segnaletica conforme agli standard CAI, come previsto dalla legge regionale n. 16 del 2017.
Gli escursionisti, in fila indiana con zaini, scarponi e mantelline antipioggia, sono partiti da Janna Ventosa, lungo la vecchia strada provinciale per Siniscola, nei pressi della chiesetta campestre di Val Verde. Lungo il cammino, il gruppo ha raggiunto i ruderi delle antiche chiese di Santu Jacu e Santu Tomeu, testimoni silenziosi della storia del territorio, soffermandosi in particolare sulle architetture della chiesa di Sa Itria, ancora in piedi nonostante il tempo.
Qui, con in mano un documento storico, gli escursionisti hanno riletto le parole di Antonio Ballero, che nel 1892 descriveva la festa dedicata a Sa Itria:
“La rende interessante la festa che si fa a giugno a Nuoro tutti gli anni e il suo scopo benefico. Non è la fiera di San Mauro di Sorgono ricca di costumi superbi e broccati smaglianti, non San Cosimo di Mamoiada, ove le seducenti mamoiadesi confermano la fama della loro sovrana bellezza, non i martiri di Fonni, corsa sfrenata, cavalli e fantini impazziti. Sa Itria è festa della pace serena, dell’amore e dell’elemosina per i poverelli bisognosi.”
Proseguendo lungo tornanti ripidi, sotto un fitto bosco, il gruppo ha raggiunto le zone di Fumosa, Sa Bolatica, la cima delle antenne, Cuccuru Nigheddu, fino alla stele di Luisa Jerace e al celebre Cristo bronzeo. L’escursione ha toccato anche Bidighinzu e Sos Frores, caratterizzati da ripari sotto roccia e cuiles nascosti negli anfratti granitici. Infine, nei pressi delle vecchie cave che fornirono il materiale per la cattedrale di Nuoro, si è conclusa la giornata con una riflessione sulle tracce della civiltà neolitica presenti a Sas Birghines di Borvore.
Il lavoro per l'accatastamento dei sentieri nella Rete Escursionistica della Sardegna (RES) segue procedure regolamentate a livello regionale, con un tavolo tecnico territoriale coordinato da Forestas e con la partecipazione attiva del CAI.
"Porteremo in quella sede la nostra concreta esperienza e le osservazioni rilevate sul campo", hanno dichiarato i dirigenti del CAI. "Il nostro obiettivo è armonizzare la rete sentieristica e la segnaletica del Monte Ortobene con la visione regionale e nazionale che seguiamo con molta attenzione e impegno."