Il ricordo del cammino dei soldati australiani e neozelandesi © Cai Piemonte
Sono arrivati nel pomeriggio di Martedì 29 agosto, percorrendo il “Sentiero della Libertà”, il gruppo di escursionisti australiani guidati da Sarah Morgan (Hidden Italy) i quali ogni anno giungono a Macugnaga per ricordare i prigionieri di guerra australiani e neozelandesi, che durante il secondo conflitto mondiale fuggirono lungo i sentieri delle nostre montagne, per raggiungere il confine svizzero. A settembre di quest’anno ricorre l’80° anniversario dei primi passaggi di oltre 420 australiani e 100 neozelandesi dal Passo del Monte Moro e Mondelli.
Il 4 ottobre 1943, Carl Carrigan insieme a Paul Carrigan, Ron Fitzgerald, Lloyd Ledingham e ad altri prigionieri di guerra australiani e neozelandesi attraversò il confine italiano al Passo del Monte Moro, concludendo così un'odissea durata tre settimane e iniziata in un campo di prigionia fascista vicino a Biella. Dopo l’8 settembre 1943, i soldati superarono le Alpi italiane percorrendo quasi cento chilometri di sentieri, attraversando cinque passi alpini e seguendo una rete di antichi sentieri riutilizzati dai partigiani che le genti locali chiamavano “Sentieri della libertà”.
Oggi, grazie a una ricerca storica e geografica condotta da Simon Tancred, (operatore turistico australiano e ideatore del trekking), questa impegnativa escursione della durata di una settimana è giunta alla settima edizione. Il trekking segue lo stesso percorso: Biella- Santuario di Oropa (17km in 5 ore di cammino), Santuario di Oropa- Piedicavallo (18,5km in 6 ore di cammino), Piedicavallo- Rifugio Rivetti (5,5km in 3 ore di cammino), Rifugio Rivetti- Alagna (17km in 7. 30 ore di cammino), Alagna- Rifugio Pastore (4,2 km in 1.40 ora di cammino), Rifugio Pastore- Macugnaga (19km in 8 ore di cammino), Macugnaga- Passo del Monte Moro (13km in 4.30 ore di cammino).
Durante la mattinata di Mercoledì 30 agosto, il gruppo ha visitato il museo della Montagna e del Contrabbando di Macugnaga, dove nella sezione riguardante i passatori viene raccontata ai visitatori la storia dei prigionieri di guerra australiani e neozelandesi: “è sempre un piacere accogliere visitatori sensibili alle vicende storiche che hanno interessato le nostre montagne”, commenta Daniela Valsesia (custode del museo), “nel caso del gruppo di “Hidden Italy” di Simon Tancred, si innesta il valore della reciproca solidarietà: quella vissuta da coloro i quali, prima di noi, vivevano la montagna quotidianamente, con quella sempre nuova dei camminatori che percorrono, ogni fine agosto, "la via della libertà" che permise ai loro connazionali, talvolta anche familiari, di ritornare in patria”.
Presenti durante la giornata anche Antonio Bovo (Presidente CAI di Macugnaga) e il regista Nicola Buffoni, il quale insieme ad Alessio Cusano sta lavorando a un documentario storico legato all’epoca del contrabbando in Val d’Ossola intitolato “Il contrabbando non è peccato”.
“Ritengo doverosa la mia presenza in rappresentanza del Cai Macugnaga, per condividere insieme il ricordo del passaggio di oltre 500 soldati che durante la seconda guerra mondiale hanno trovato la salvezza in Svizzera”, commenta Antonio Bovo, “colgo l’occasione per ringraziare Simon che ha organizzato la settima edizione e Sarah Morgan che ha guidato il gruppo a Macugnaga insieme a Diletta”.
“È importante per me essere qui oggi, perché nel documentario una sezione sarà dedicata ai passatori e alla storia dei soldati australiani e neozelandesi”, prosegue Nicola Buffoni, “inoltre in un documentario per Rete 4 andato in onda il 25 aprile, avevo affrontato la tematica della “Resistenza non violenta”, dando spazio alla figura del passatore. Oggi ho capito quanto è importante per queste persone essere qui al Monte Moro a ricordare i loro cari e tutti quei soldati che si sono salvati raggiungendo la Svizzera”.