Conversazioni sul clima in montagna

C.A.I. SEZ. BIELLA
© Cai Biella


Il secondo appuntamento della rassegna «La montagna dialoga con la contemporaneità», ultima iniziativa nata all’interno della Commissione scientifica e culturale del Cai di Biella, si è tenuto il 23 febbraio ed è stato dedicato alle «Conversazioni sul clima in montagna». Numerosi sono stati i temi andati in scena: il clima, la CO2, l’innalzamento non omogeneo della temperatura nei vari ambienti del pianeta, la situazione nelle Alpi e i comportamenti adeguati a frequentarle in sicurezza.


I tre relatori, Matteo Borgnino, Anna Napoli e Gabriele Silvestri, fondatori del team ClimAlp, hanno coniugato informazione e formazione, lezione frontale e interazione, in una dinamica attiva di costruzione di contenuti e consapevolezze. La sala dello Stemma di Palazzo Ferrero, presso il borgo del Piazzo di Biella, non poteva essere cornice migliore: antichi affreschi e ornamenti raffinati che osservano un presente fatto di immagini luminose che raccontano storie nuove. Borgino e Napoli hanno spiegato il ruolo fondamentale dei gas serra nel contribuire allo sviluppo della vita sulla Terra, proseguendo poi con la definizione di clima, fatto spesso impropriamente coincidere con il tempo meteorologico, e il suo andamento nel corso dei milioni di anni, per poi definire l’attuale situazione di riscaldamento riconducibile a cause esclusivamente antropiche. 
 

Delineata poi dai relatori la situazione degli ambienti alpini, ecosistemi complessi e fragili, in cui i segni delle variazioni climatiche sono marcate e non reversibili e ci offrono scenari nuovi, diversi da quelli in cui si sono consolidate le abitudini della frequentazione delle alte quote. Silvestri quindi, sostenuto anche dalle competenze della sua professione di guida alpina, ha illustrato i principali cambiamenti morfologici delle terre alte, che impongono un nuovo approccio soprattutto nelle discipline alpinistiche. E dietro a tale narrazione interattiva evidenti due grandi protagoniste: la scienza e l’amicizia.


La prima, con il suo approccio di osservazioni, misurazioni, raccolte e rielaborazione dei dati prodotti nel tempo da parte di molti ricercatori, che garantisce basi solide delle conoscenze, sulle quali operare scelte individuali e collettive. La seconda, l’amicizia fra quattro giovani, che hanno deciso di viverla non solo nella dimensione privata, ma di trasformarla in attività di volontariato per sensibilizzare al fenomeno del cambiamento climatico e ai suoi effetti in montagna. Al termine di questo incontro desideriamo ringraziare i relatori e auguriamo loro un soddisfacente proseguimento di questo importante impegno sociale».