Foto di vetta per Babicz e Schmitt © F. BabiczFilip Babicz è un atleta eclettico, che spazia dal running all'alpinismo. Il suo approccio alla montagna è caratterizzato da uno stile fast&light, come ha dimostrato ancora una volta a settembre, quando ha completato il concatenamento di tutte e quattro le creste del Cervino in 7 ore, 43 minuti e 43 secondi. In questi giorni, Filip ha tradotto la sua velocità nella capacità di sfruttare al meglio le condizioni meteo favorevoli per aprire una via di "misto moderno, da non sottovalutare" sulla parete nord-est del Petit Flambeau, una guglia del versante italiano sul massiccio del Monte Bianco. La via si chiama appunto Partita lampo, in tributo al tempismo mostrato e presenta uno sviluppo di circa 200 metri, con difficoltà fino a M7.
La linea sale nella parte centrale della parete di granito e incrocia prima la Haiku (Valerio Glarey con Igor Edifizi e Valeria Balestrino, 2023) e poi la Laurent Grivel (Andrea Plat con Francesca Trabaldo, 2016). Quando Babicz ha avuto l'intuizione di buttarsi su questa via, ha arruolato la guida Heike Schmitt e il 1 novembre era all'opera. "La via supera direttamente la parte centrale della parete caratterizzata da grandi placche compatte. Le soste sono a spit, i tiri invece sono integralmente da proteggere, a parte uno spit sul terzo tiro e uno sul quinto". Le difficoltà sono piuttosto omogenee, a parte il primo lungo tiro, che parte dal nevaio per arrivare al centro dello scudo della parete. La lunghezza chiave supera una sezione non proteggibile prima di arrivare a un diedro.
La linea di salita © F. Babicz
Per coloro che volessero ripeterla, la linea è a prova di "pigrizia", a soli 20 minuti di avvicinamento dalla funivia Sky Way Monte Bianco, che porta da Courmayeur a Punta Helbronner. Certo, poi bisogna avere tecnica ed esperienza per superare difficoltà non banali su una via dove bisogna essere in grado di proteggersi. Infine, la discesa dalla cima al Col de Flambeau può essere effettuata anche a piedi.