© © Archivio Rifugio RosettaDal 2019 una rete di rifugi CAI e osservatori CNR monitora i cambiamenti climatici in alta quota. Oggi il progetto “Rifugi sentinella del clima e dell’ambiente” traccia un primo bilancio, tra centraline meteo, dati scientifici e oltre 50 incontri divulgativi in tutta Italia.
Cosa succede alle nostre montagne mentre il clima cambia? Il progetto “Rifugi sentinella del clima e dell’ambiente”, promosso dal CAI e dal CNR dal 2019, prova a dare una risposta, combinando osservazione scientifica e divulgazione. In cinque anni è nata una rete di 25 rifugi CAI e 4 osservatori CNR, distribuiti tra Alpi e Appennini, che ospita stazioni meteorologiche automatiche per raccogliere dati in tempo reale. I parametri monitorati vanno dalla temperatura al vento, dalle precipitazioni all’irraggiamento solare.
Ma il progetto va oltre: ai dati climatici si affiancano monitoraggi botanici, glaciologici, faunistici, geologici e sulla qualità del cielo notturno, con il contributo di soci CAI formati ad hoc. La rete è anche diventata un potente strumento di sensibilizzazione: dal 2023 si sono tenuti 52 incontri pubblici con oltre 1500 partecipanti, coinvolgendo sezioni CAI, enti parco, università, autorità locali e forze dell’ordine.
Il report quinquennale del progetto, pubblicato nell’ultimo Bollettino del Comitato Scientifico Centrale del CAI, documenta questa imponente attività e fissa gli obiettivi futuri: ampliare la rete, rafforzare la Citizen Science e rendere sempre più accessibili i dati tramite il portale https://rifugisentinella.cai.cnr.it. Le montagne italiane si confermano così vere e proprie sentinelle del clima.
Il Bollettino CSC è consultabile QUI