In primo piano Monte Assalonne, a destra il Colle della Tagliata e in fondo Monte Autore © Giuseppe AlbrizioCamporotondo è una località di villeggiatura e sport invernali da anni in “decadenza” come tutte le stazioni sciistiche costruite al di sotto dei 1700 m di quota. Il percorso descritto segue un tratto del Fosso Fioio, a cavallo dell’antico confine tra lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie (ora confine regionale tra Abruzzo e Lazio). Ancora ci sono i Termini (Cippi di confine) che segnavano la frontiera e che dal lato del Regno Borbonico presentano scolpiti il giglio e il numero progressivo e dal lato dello Stato Pontificio le chiavi di San Pietro e l’anno di apposizione che va dal 1846 al 1847. Il Monte Tarino fa parte della catena dei Monti Simbruini, l’itinerario, fuori dal bosco, è molto panoramico. Il sentiero è caratterizzato da saliscendi che non possono essere sottovalutati, al ritorno c’è da superare un dislivello di 450 metri. A primavera nel Fosso Fioio e nei prati circostanti c’è una moltitudine di colori grazie alla splendida e abbondante fioritura di viole selvatiche da numerosissime altre specie. Usciti dal bosco si sale sul Monte Tarinello (1844 m), si aggira il “pozzo della neve” lasciandolo a sinistra (una vasta depressione carsica dove la neve rimaneva fino a inizio estate) e si raggiunge l’imponente cima del Monte Tarino da dove il panorama è grandioso, spaziando a 360 gradi sulla conca di Avezzano, il gruppo Velino-Sirente, Campo Staffi e su tutti i Simbruini.
Accesso
Dall’autostrada A25 Torano-Chieti-Pescara si esce al casello di Magliano dei Marsi e si seguono le indicazioni per Tagliacozzo. Dopo aver oltrepassata la piazza, giunti alle ultime case del paese, si incontra un incrocio dove si gira a sinistra per Petrella Liri-Cappadocia. Al bivio, all’ingresso di Petrella Liri, si va a destra per Cappadocia; appena superata la piazza di quest’ultimo paese (pavimentata con sampietrini e dove c’è un curioso ed originale monumento dedicato al Mulo “fedele compagno di lavoro di tanti figli di questa terra”) si va a destra seguendo le indicazioni per Camporotondo-Santuario SS Trinità. Pochi metri prima di entrare nella località turistica di Camporotondo si segue uno stradino asfaltato a destra, Via SS Trinità (segnale stradale giallo per SS Trinità) e subito dopo si parcheggia su uno spiazzo erboso a destra quota 1410 m.
Itinerario
A piedi si segue lo stradino asfaltato (direzione sud), si aggira, tenendolo a sinistra, il paese di Camporotondo e subito dopo si incontra un cartello di divieto di transito per gli automezzi; la strada diventa sterrata (ottima la visuale sul Monte Camiciola e su Monna Rosa da dove, da un costone secondario inferiore ai 1700 metri, scende un impianto sciistico). Superato il Piano delle Scagne si oltrepassa un valico (1480 m) e, rimanendo sempre sulla carrareccia che scende a tornanti nel bosco, si arriva su una grande radura chiamata Cesa Cotta dove c’è un rifugio rivestito in legno, utilizzato per girare un film (1370 m).
Più avanti si entra nel lungo impluvio chiamato Fosso Fioio dove si trova il cippo di confine tra lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie n. 294 (1330 m, 0.45 h). Si segue il fosso a sinistra, in leggera salita, passando accanto al cippo numero 293 e si esce su una radura vicino al grande termine 292 (1335 m, 0.55 h), qui c’è un bivio. Si va a destra (sud-ovest), seguendo un sentiero segnato bianco-rosso percorso anche da jeep che, attraversato un valloncello boscoso, entra nella radura erbosa dove c’è il Fontanile Campitelle (quota 1340 m, 1.05 h).
Si continua sempre nella stessa direzione (sud-ovest), si rientra nel bosco seguendo sempre i segni di vernice , si attraversa una zona molto fangosa, si oltrepassa (trascurandola) una sterrata e, tra bosco e radure, si giunge sulla dorsale est del Colle Cimata (quota 1483 m, 1.30 h) dove c’è un enorme mucchio di pietre con piantata una Croce (in realtà sono 2 Croci, una è molto più piccola, poste nello stesso punto). Si piega a sinistra (sud-est) e si segue il sentiero che rimane lungo lo spartiacque tra il bosco a sinistra e il prato a destra. Dopo gli sbalzi rocciosi di Morra Costantino, a quota 1730 m circa (2.30 h), a sinistra nel bosco (direzione nord-est) si trova un pozzo naturale molto profondo e largo circa 3 metri (si va a “curiosare”, fare attenzione). La cavità si chiama Pozzo di Maele, un pastore racconta che qui caddero due vacche di proprietà del signor Maele, mucche che non morirono e vennero tirate fuori dal buco; da questa storia è derivato il nome del pozzo.
Si prosegue lungo la dorsale e si attraversa una macchia di bosco in una zona dove ci sono grandi doline, il sentiero aggira le depressioni e sale sul Monte Tarinello (1844 m, 2.45 h). Sempre in direzione sud-est si scende nella conca chiamata Pozzo della Neve (1755 m) e si risale dall’altra parte fino a raggiungere la cima del Monte Tarino (1961 m, 3.30 h). Ottimo il panorama sulla vasta radura di Cesa Cotta, sul Monte Cotento, Campo Staffi, Campo Ceraso, Velino-Sirente, Gran Sasso, Majella.
Discesa
Al ritorno si segue la stessa via (2.30 h, ascesa 300 m).
Pozzo di Maele © Giuseppe Albrizio