L'ILICE DI CARRINU

Il custode del bosco
Ai piedi del leccio con una classe di alunni © Valentina Calascibetta

 

Nel territorio tra Milo e Sant'Alfio, tra le case ma anche in quota, sono presenti molti alberi monumentali, tra cui ginestre, bagolari, castagni, faggi, querce. L'illice di Carrinu, leccio stimato intorno ai 700 anni di età, prende il nome dalla proprietà in cui è cresciuto, distinguendosi da altri esemplari non solo per la considerevole taglia ma anche per il suo portamento regale.

Itinerario

Dalla Chiesa Madre di S. Andrea, magnifico belvedere sulla costa ionica e sull'Etna corredato anche di panchine, fontana e punti di ristoro, si cammina verso il centro di Milo e si prende la scala del municipio sulla sinistra. Si prosegue dritto in Via Verga per poi salire a sinistra in Via Vittorio Veneto. Si attraversa Corso Italia continuando su Via Abate (cartello) e subito verso sinistra sull'ampia Via della Regione che conduce tra proprietà e boschi privati fuori dall'abitato. Seguendo le indicazioni si cammina sulla ripida e sinuosa Pianogrande di Caselle che porta alla piazzetta della frazione Caselle con il bivio a sinistra per Zafferana Etnea. Si continua dritto salendo a sinistra lungo la ripida Via D'Annunzio e subito a destra in Via Carlino I e a sinistra in Via Spoto che, superando sulla destra una quercia, si allunga tra i vigneti curvando a destra e svelando a sinistra il sentiero per l'Ilice (cartello, 810 m – 0.40 h).

Su fondo naturale si procede in discesa nel bosco tra querce, lecci e ginestre, mentre le felci decorano i muretti laterali. Si segue poi a destra al bivio (segnavia e cartello) in salita fiancheggiando il Centro Redemptoris Mater (che offre ospitalità) e proseguendo dritto al successivo bivio (segnavia Cai) su mulattiera sconnessa e sassosa a cui si può preferire per un tratto il single trek sulla sinistra. Il percorso, che diventa ondulato, invita ad osservare i terrazzamenti realizzati sulla sinistra, testimoni della passata operosità che animava la montagna, e poi scende, abbandonando la via principale (915 m, 1.20 h), e portando sulla sinistra in uno anfiteatro formato da terrazzamenti che abbraccia uno spiazzo sabbioso (segnavia). Qui si può concedere una pausa in ascolto degli alberi e prepararsi all'incontro con il leccio secolare.

Si prosegue imboccando il sentiero che si stacca in salita dal margine sinistro dello spiazzo, serpeggiando tra le terrazze (segnavia) e facendosi più ripido tra i muretti, portando al cospetto del grande albero (940 m, 1.40 h). Destano stupore la circonferenza del tronco, la lunghezza dei rami che sembrano voler allungarsi nel bosco emanando energia, la ricca chioma che produce ombra mantenendo fresca la temperatura in tutte le stagioni e accrescendo l'alone misterioso che lo avvolge (940 m, 1.40 h). Nell'area sono presenti due ruderi.

Il ritorno avviene per lo stesso itinerario di andata (1.30 h).

 

Una foglia del grande leccio © Grazia Pitruzzella

 

Partenza: Milo 715 m
Arrivo: Ilice di Carrinu 937 m
Lunghezza: 6,2 km (andata e ritorno)
Dislivello: + 225 m
Durata: 3.10 h (andata e ritorno)
Difficoltà: E
Punti di appoggio: nessuno
 

https://www.openstreetmap.org/#map=15/37.7210/15.1027

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