Il re degli Ottomila compie 80 anni, auguri a Reinhold Messner

Nato a Bressanone il 17 settembre 1944 Reinhold Messner compie oggi 80 anni, tra primati, limiti ed eredità.
Reinhold Messner © Wikimedia Commons

Leggenda vivente, Reinhold Messner festeggia oggi il suo ottantesimo compleanno. Nato a Bressanone, in Alto Adige, nel 1944, Messner è universalmente riconosciuto per aver ridefinito i confini dell’alpinismo e dell’esplorazione, dimostrando che l’impossibile è solo qualcosa che ancora non è stato fatto. La sua carriera è uno stimolo continuo, un non fermarsi mai, alla ricerca ininterrotta della sfida con se stesso. Nella sua vita Messner ha saputo andare contro tutto e tutti, trasformando la montagna in un luogo di introspezione e libertà.

 

Un uomo da primato

La storia alpinistica di Messner è costellata di prime e primati. Dalla celebre storia del settimo grado, a quel 1978 che ha cambiato per sempre la concezione dell’altissima quota. In maggio, sfidando le certezze scientifiche, raggiunge con Peter Habeler la vetta dell’Everest senza bombole di ossigeno. Un’impresa che allora sembrava impensabile, che apre un nuovo capitolo nella storia dell’alpinismo. Pochi mesi dopo, il 9 agosto, scala, in solitaria, in stile alpino e per una via nuova, il Nanga Parbat. Un exploit fuori da ogni logica per il tempo. Scalare un Ottomila in solitaria rappresentava un vero tutto nell’ignoto, ritenuto ancora più estremo del salirne uno senza ossigeno. Ed ecco infatti che dolo due anni dopo, nel 1980, realizza un altro incredibile record: la prima ascensione solitaria dell’Everest, ancora una volta senza ossigeno.

A questi si affiancano primati ben più celebri a tutto il pubblico. Messner è infatti il primo alpinista al mondo a scalare tutte le quattordici vette che superano gli ottomila metri. Salite tutte effettuate senza bombole di ossigeno.

Reinhold Messner tra le montagne del Pamir © Wikimedia Commons

Esplorando il limite

Non solo prestazioni fisiche, le imprese di Messner, ma moti di conoscenza. A spingere Reinhold verso nuovi orizzonti è l’ambizione di esplorare il limite, e di superarlo. Ma non solo. Nelle sue spedizioni c’è l’ambizione di conoscenza, di studio di popoli antichi, di indagatore di leggende e miti. Da qui nasce, probabilmente, la voglia di continuare le sue esplorazioni, anche una volta completata la collezione dei quattordici Ottomila. Dopo il 1986 infatti Messner amplia i suoi orizzonti, iniziando a guardare verso nuove sfide. Una di queste è il deserto del Gobi, che attraversa a piedi, senza dimenticare la spedizione al Polo Nord e quella in Antartide, entrambe senza supporto esterno. Nasceranno racconti unici da queste terre, dove oltre all’uomo Messner si scopre il racconto di popoli e luoghi ai confini del Pianeta. 

 

Un’eredità immortale

L’eredità di Reinhold Messner non è solo quella fisica delle sue pubblicazioni (oltre 60 libri, tradotti in più lingue), ma è un modo d’essere. Un moto su come vivere la vita, sulla direzione da prendere. Sull’essere sempre controvento. Da qui nasce, con buona probabilità, la sua capacità di arrivare a tutti, di uscire dalla nicchia dell’alpinismo per comunicare a una platea vastissima, anche a chi della montagna non interessa.  

La sua vita parla di un rapporto con la natura, di un legame con gli elementi, ma anche di rabbia, sfida e contraddizione. Dalla perdita di suo fratello, nel 1970 sul Nanga Parbat, a oggi, Messner non ha forse mai perso la sua capacità di andare contro i pregiudizi, di ricercare e rivendicare la verità. Ed è forse in questo che sta il suo più grande insegnamento, non solo nei musei, nelle opere filantropiche e divulgative. Nella capacità di trasformare sfide personali in lezioni universali.