Ha ancora senso, nel 2023, realizzare nuove funivie?

Lo scorso 9 marzo 2023 è stato depositato in Provincia a Pistoia lo Studio di fattibilità dell’impianto funiviario Doganaccia-Corno alle Scale. Il costo previsto del progetto è, ad oggi, di circa 15.700.000 euro. Per esprimere la contrarietà al progetto della nuova funivia, domenica 18 giugno è stata organizzata la manifestazione "Quale sviluppo per la montagna - No alla nuova Funivia Doganaccia Corno Alle Scale".
©Legambiente

Un fulmine a ciel sereno! Quando ormai tutto lasciava pensare che la realizzazione dell’impianto funiviario Doganaccia-Corno alle Scale fosse un’idea ormai sbiadita e destinata a rimanere tale, il 9 marzo 2023 è stato depositato in Provincia, a Pistoia, lo Studio di fattibilità
Si vuole procedere, quindi.  Si vuole offrire una veste concreta a quell’idea, nata nel 2016 e rafforzatasi nel 2017, grazie a un accordo di programma sottoscritto fra il Governo Renzi, la Regione Emilia Romagna (Stefano Bonaccini) e la Regione Toscana (Enrico Rossi) per “il sostegno e la promozione congiunta degli impianti sciistici della montagna tosco-emiliano romagnola”.

L’obiettivo è dunque quello di potenziare le stazioni sciistiche a cavallo dell’Appennino fra la Doganaccia (Toscana) e il Corno alle Scale (Emilia) con la costruzione di nuovi impianti a fune su entrambi i versanti. 
Il costo previsto del progetto è, ad oggi, di circa 15.700.000 euro: 5,7 milioni a carico dello Stato e 10 milioni a carico della Regione Toscana.

Alla Doganaccia è da anni esistente e funzionante la funivia Cutigliano-Doganaccia (cabinovia da 45 posti 660 persone all’ora); e la funivia Doganaccia-Croce Arcana (oggi in fase di ammodernamento per un milione e 500 mila euro, lavori già in corso). 
Stiamo dunque parlando di un’operazione finalizzata per avvicinare la Doganaccia al Lago Scaffaiolo, ma anche e soprattutto ad ampliare l’offerta, donando all’area un aspetto sciisticamente più seducente, capace di stimolare l’interesse degli appassionati dello slalom sulle lamine.

Lago Scaffaiolo - ©Stefano Marini

Ma ha ancora senso, nel 2023, puntare su questo tipo di offerta turistica? 

È la domanda che si pongono gli organizzatori della manifestazione Quale sviluppo per la montagna - No alla nuova Funivia Doganaccia Corno Alle Scale, che si terrà domenica prossima, 18 giugno, per esprimere la contrarietà al progetto della nuova funivia, ma anche per provare a individuare una pianificazione territoriale alternativa per l’Appennino, una pianificazione meno invadente e più rispettosa delle esigenze ambientali e sociali del presente.

Ha ancora senso, quindi, rafforzare questo tipo di offerta turistica in un’epoca profondamente segnata dai cambiamenti climatici? 

L’industria sciistica è un settore estremamente vulnerabile all’aumento delle temperature perché questo innalzamento mette in discussione modelli fino a pochi anni fa considerati vincenti e replicabili all’infinito: nel tempo e nello spazio. 

Con una quota-neve di anno in anno più elevata e con inverni sempre più brevi, nei prossimi anni sarà più difficile riuscire a sciare e, di conseguenza, molte stazioni sciistiche rischiano di chiudere. A dire la verità, come riportato dal report di Legambiente Nevediversa2023, diverse stanno già chiudendo: «Nella Penisola nel 2023 sono aumentati sia gli “impianti dismessi” toccando quota 249, sia quelli “temporaneamente chiusi” – sono 138 – sia quelli sottoposti ad “accanimento terapeutico”, ossia quelli che sopravvivono grazie a forti iniezioni di denaro pubblico, e che nel 2023 sono arrivati a quota 181».

Inoltre in Italia possiamo vantare quasi 6000 chilometri di piste da sci. Tantissimi: 6000km è la distanza che separa Capo Nord da Palermo, passando per Bruxelles.
Per offrirvi un altro termine di paragone i chilometri di autostrade, sempre nella Penisola, sono circa 7000. Il report sopracitato ci spiega che il 90% di questi 6000 chilometri di piste viene innevato artificialmente.

Questo processo di innevamento artificiale è particolarmente vorace di energia che in Italia viene in buona parte ricavata dai combustibili fossili. Combustibili fossili che, come ormai tutti sappiamo, sono la principale causa dell'innalzamento delle temperature, che, a sua volta, sta provocando una diminuzione delle precipitazioni nevose.
Un circolo drammaticamente vizioso.

Ma le nostre montagne possono, oggi, fare a meno di questa importante economia? Nell'immediato ovviamente no.

Bisognerebbe tuttavia provare a differenziare l'offerta, ricalibrandola sui nuovi scenari aperti dai cambiamenti climatici, ma è soprattutto necessario accontentarsi del patrimonio sciistico di cui già possiamo godere, senza investire ulteriori risorse economiche (spesso pubbliche) e ambientali per ampliare un settore che, a detta della maggior parte degli studiosi, ha gli inverni contati.

 

Programma della manifestazione di domenica 18 giugno

- Ritrovo alle ore 9.00 presso il lago di S. Gualberto alla Doganaccia

- Ore 10.00: manifestazione alla Croce Arcana

- Termine della manifestazione ore 11.00

Al termine della manifestazione, coloro che vorranno potranno proseguire per il Lago Scaffaiolo senza accompagnamento e sotto la responsabilità individuale

Locandina manifestazione 18 giugno

Adesioni raccolte: prime associazioni firmatarie

LEGAMBIENTE Circolo di Pistoia, il Presidente Antonio Sessa

WWF Pistoia e Prato – il consigliere Marco Beneforti

CAI Gruppo regionale TOSCANA – Il Presidente Giancarlo Tellini

CAI Gruppo regionale TOSCANA - La Vicepresidente Benedetta Barsi

CAI CRTAM Toscana – Il Presidente Mauro Chessa

Per la FOCOLACCIA CAI Lucca – Il Presidente pro-tempore Roberto Cagnacci

CAI Maresca Montagna Pistoiese - Il Presidente Alessandro Bini

CAI Pistoia – Il Presidente Franco Bertini

CAI Prato – Luca Serra- ORTAM (operatore regionale tutela ambiente montano)

CAI Firenze – Giovanni Berti – ORTAM (operatore regionale tutela ambiente montano)

CAI Pescia – Lorenzo Niccoli

CAI Pisa – Vitaliano Gaglianese

GRUPPO TREKKING PEGASO – Bagni di Lucca - Aldo Lanini

ASSOCIAZIONE VALLELUNE – San Marcello Pistoiese - La Presidente Claudia Mignone

TREKKING ITALIA Sez. Toscana – Patrizia Contini

ITALIA NOSTRA - SEZ. VALDINIEVOLE e GRUPPO PISTOIESE – Il Presidente Italo Mariotti

COMITATO “Un altro Appennino è possibile” – Vittorio Monzoni

NUOTO MONTAGNA PISTOIESE – Alessandro Gigli

LIPU PISTOIA – La delegata Laura Bonanno

JURASSIC BIKE – Bagni di Lucca – Michele Viviani

ITALIA NOSTRA FIRENZE- Il Presidente Leonardo Rombai

 

Adesioni raccolte: primi firmatari singoli

Marcello Pagliai - Scrittore-Agronomo-Accademico dei Georgofili-Già Direttore dell'Istituto per lo studio e la

difesa del suolo del Ministero dell'Agricoltura; e del CREA di Firenze

Leonardo Rombai – Già Professore ordinario di Geografia all’Università degli Studi di Firenze

Samuele Pesce - Legambiente

Francesca Tedeschi - Legambiente

Elena Puccini – Legambiente

Laura Bonanno - Lipu

Vania Cinotti - Legambiente

Manuela Geri - CAI Maresca

Piero Giovannelli - Legambiente

Francesco Sabatini - Legambiente

Sabrina Filoni - CAI Maresca

Isabella Corrao - Legambiente

Guido Mannori – CAI Maresca

Paolo Tesi - Legambiente

Luciano Tognelli - Legambiente

Lucia Bonacchi – Legambiente

Pia Benedetti – Cammino di San Bartolomeo

Giulia Fiori - Legambiente

Giovanna Scuffi - Legambiente

Lorenzo Cristofani - Legambiente

Alessandro Maionchi - Legambiente

Barbara Lunghi - Legambiente

Rossella Bartoletti - Legambiente

Ginevra Lombardi – Legambiente

Gabriele Buccino – Vallelune