Giornata dell’albero, il giorno dopo. Trasformare l’evento in consapevolezza

Celebrata la Giornata dell’Albero, ora è il momento di trasformare l’entusiasmo in consapevolezza e azioni concrete. Parola del Gruppo Foreste TAM.

Articolo a cura del Gruppo Foreste TAM

Foresta

Festeggiare la giornata dell’albero è una gran bella cosa, perché porta al centro dell’attenzione uno dei nostri più importanti compagni di viaggio in questo mondo.

Però i veri effetti positivi di ogni celebrazione si devono vedere a partire dal giorno dopo: è allora che la consapevolezza deve dimostrarsi reale

Non basta infatti lodare e ringraziare l’albero, non basta sapere a memoria le funzioni o meglio i servizi ecosistemici che boschi e foreste continuano a fornirci gratis.

Occorre che tutto questo si trasformi in comprensione condivisa di come l’albero e l’ecosistema bosco funzionano, in modo da arrivare a corrette scelte gestionali, capaci di conciliare le diverse esigenze con i molteplici benefici che albero e foreste ci garantiscono.

Un asilo ricostruito tagliando a metà le chiome e le radici degli alberi esistenti, sicuramente indica che il progettista, e chi ha approvato il progetto, non ha proprio consapevolezza di cosa quegli alberi possano dare ai bambini da subito. Se un bel tiglio in un giardino viene capitozzato a 4 metri per renderlo “sicuro”, sicuramente non è chiaro il perché l’ombra sia fondamentale ora più che mai e come le ferite di questo tipo possano ridurre le aspettative di vita del malcapitato albero oltre che a fargli perdere la dignità. Se guardando una pecceta distrutta dall’Ips non si diventa convinti di come il cambiamento climatico sia ormai diventato anche un cambiamento dei nostri paesaggi, dei nostri ricordi e dei nostri sogni (e dell’economia delle valli) ma purtroppo non delle nostre abitudini, allora Vaia ed il suo “socio” bostrico avranno provocato un disastro davvero inutile.

 

Far crescere la cultura dell'albero

Per fortuna assistiamo ad un proliferare di iniziative, di eventi, di libri, di tutorial ecc ecc che puntano a far crescere una cultura-coltura dell’albero. Tutto ciò, anche se con un po’ di confusione e qualche errore, va nella direzione giusta di aumentare la conoscenza e la consapevolezza. Queste devono crescere sempre più, in primis in chi nel bosco ci lavora: se è già chiaro che si è gestori di una complessità, ci vuole anche il coraggio di sapersi mettere in discussione per accettare nuove prospettive e, contemporaneamente, di saper difendere e giustificare scientificamente le scelte fatte che, come ogni scelta, avranno aspetti positivi e negativi. Chi si avvicina al bosco ed all’albero deve a sua volta fare uno sforzo per capire il mondo che ci ruota intorno, fatto da professionisti seri e formati, da economie importanti ma anche da attenzioni e rispetto che nascono da una conoscenza profonda e non da un approccio semplicemente utilitaristico; sarebbe auspicabile che i nuovi amanti degli alberi diventassero anche capaci di distinguere  fra utopie staccate dalla realtà, errori di interpretazione dei processi ecologici e naturali e improvvisazioni nella gestione che pagano ben poco di fronte alla complessità del mondo albero-bosco.

Insomma, perché una giornata possa portare un po’ di sole sull’albero, il bosco e la loro fantastica complessità c’è bisogno ancora di molto lavoro e di un bel cammino, reso ancora più impervio da tanti cambiamenti sociali e climatici che stanno interessando le nostre montagne. Ma è il ruolo del CAI sapere trovare e portare tutti sul sentiero giusto.