Ghiaccio Vivo: un viaggio nel passato e nel presente dei ghiacciai

"Ghiaccio Vivo" è il documentario che racconta la piccola età glaciale e il cambiamento dei ghiacciai, da una forza naturale temuta a un simbolo della scomparsa causata dal riscaldamento globale. In onda sabato 5 aprile alle 22.30 su Rai Alto Adige.

Questo sera, sabato 5 aprile alle 22.30, Rai Alto Adige trasmetterà un documentario affascinante e profondo dal titolo "Ghiaccio Vivo", che esplora la storia dei ghiacciai e come la percezione di questi monumenti naturali sia cambiata nel corso dei secoli. Il film, visibile anche sul sito di Rai Alto Adige, ci porta indietro nel tempo, quando la piccola età glaciale terrorizzava le comunità montane e i ghiacciai sembravano invincibili forze della natura che inghiottivano interi paesi.

 

Un Viaggio nel Passato e nel Presente dei Ghiacciai

Durante il periodo della piccola età glaciale, che va dal 1300 al 1850, i ghiacciai delle Alpi e di altre montagne europee si espandevano, minacciando i villaggi e costringendo le popolazioni locali a vivere nel timore che la natura potesse divorare tutto ciò che avevano. In "Ghiaccio Vivo", il regista e autore Enzo Franco ci porta in un viaggio che mette in luce non solo quel passato di paura, ma anche il contrasto con il presente: oggi, quei ghiacciai che un tempo incutevano terrore, stanno scomparendo.

Il documentario si concentra sul ruolo dei ghiacciai nella nostra storia e nella cultura, e sulla riduzione che stanno vivendo oggi. Un cambiamento che, purtroppo, è ancora poco compreso da molti, ma che gli esperti stanno cercando di studiare e documentare. A guidarci in questo viaggio è Monica Borsatto, ex capostazione del CNSAS di Bressanone, nonché ingegnere funiviario, che accompagna il pubblico alla scoperta di questi straordinari e fragili ecosistemi.

Il documentario si avvale inoltre delle testimonianze e degli interventi di numerosi esperti di fama, tra cui i glaciologi Claudio Smiraglia e Christian Casarotto del MUSE di Trento; e ancora Guglielmina Diolaiuti, dell'Università degli Studi di Milano, e Claudia Annini, dell'Università di Padova.