Il Gruppo delle Pale di San Martino, a cavallo fra le Province di Belluno e di Trento, è esteso per oltre 240 kmq e costituisce il limite sud occidentale delle Dolomiti, Gruppo del Brenta escluso. I confini naturali sono delineati a nord dalle valli del Torrente Travignolo, del Valès e del Biois (confluenti al Passo Valles), a ovest dal corso del Cismòn e dalla conca del Primiero, a est dal torrente Cordevole che scende a sud verso l'Agordino, a sud dalla Valle del Mis che mette in comunicazione Primiero ed Agordino.
Il cuore del gruppo è l'altopiano centrale (denominato Altipiano o Altopiano delle Pale) verso cui convergono varie dorsali: la Catena Settentrionale, la Catena di San Martino, il Massiccio Centrale, la Catena Meridionale e le Pale di San Lucano. La Catena Settentrionale è il settore che annovera le cime più elevate, come la Cima della Vezzana (3192 m), la Cima dei Bureloni (3130 m), la Cima del Focobón (3054 m). La Catena di San Martino ospita alcune delle vette più famose delle Pale: il Cimon della Pala (3184 m), che funge da cerniera con la Catena Settentrionale, la Pala di San Martino (2982 m), la Cima di Ball (2802), il Sass Maor (2814 m) e la Cima della Madonna (2752 m). Il Massiccio Centrale è costituito da sottogruppi piuttosto compatti, come la Cima Canali (2900 m) e La Fradusta (2939 m). La Catena Meridionale include alture meno frequentate come la Cima d'Oltro (2397 m) e la Croda Granda (2894 m), ma pure altre ben note in ambito alpinistico come il Monte Agner (2872 m). Le Pale di San Lucano, nella zona nord orientale del gruppo, sono contrassegnate da altopiani sommitali da cui scendono alte pareti verso il fondovalle e sono uno degli angoli più selvaggi delle Dolomiti.
La voce "pala", nei dialetti locali, indica i pendii erbosi alla base delle cime. Sembra che il termine sia stato inizialmente esteso all'intero gruppo montuoso e che il nome divenne "Pale di San Martino" dopo la nascita della località turistica di San Martino di Castrozza, nel 1873. Le Pale di San Martino sono, come gli altri gruppi dolomitici, di origine sedimentaria e più precisamente quel che resta di un'antica scogliera corallina: la dolomia delle Pale non è stratificata ed è il risultato dell'attività di organismi di barriera che crescevano a bassa profondità facendo crescere la barriera verso l'alto (“aggradazione”). Il Cimon della Pala (3184 m) è il simbolo dell'intera catena: la vista dalla Valle del Travignolo con la Foresta di Paneveggio alle sue pendici è una immagine classica delle Dolomiti, conosciuta in tutto il mondo. Non a caso viene anche chiamato il "Cervino delle Dolomiti", nome che si riferisce alla sua slanciata e inconfondibile sagoma. Vengono qui descritti tre itinerari per escursionisti esperti in tre settori differenti delle Pale per avere una visione abbastanza ampia dei vari ambienti di questo bellissimo gruppo montuoso.
Scopri gli itinerari nel dettaglio nell'apposita sezione:
Giro della Cima d'Oltro
Giro della Cima Canali
Giro della Croda della Pala
Le cime delle Pale di San Martino dalla Val Venegia © Roberto Ciri