CAI Biella sull’Annapurna: un’impresa nel segno di Guido Machetto

Il CAI Biella parte per l’Annapurna con l’obiettivo di aprire una nuova via sullo sperone nord-ovest. Una sfida alpinistica che rende omaggio a Guido Machetto, nel segno della memoria e della solidarietà.
Il team in Nepal © Limit Project Annapurna

Sabato mattina è partita ufficialmente la spedizione del CAI di Biella, con l’obiettivo ambizioso di aprire una nuova via sullo sperone nord-ovest dell’Annapurna, una delle vette più impegnative dell’Himalaya, con i suoi 8091 metri.

La spedizione, denominata Limit Project X Annapurna, è guidata da Gian Luca Cavalli, accademico del CAI e istruttore nazionale della Scuola di Alpinismo “Guido Machetto” di Biella, già a capo della spedizione al K2 nel 2024. Accanto a lui ci sono Cesar Rosales, guida andina di origine peruviana e biellese d’adozione, in quanto alpinisticamente formatasi grazie alla guida Enrico Rosso nell’ambito del progetto di cooperazione internazionale Moto Grosso, e Donatella Barbera, medico della spedizione.

 

Il sogno di Guido Machetto

Questa impresa nasce per realizzare il sogno di Guido Machetto, indimenticato alpinista biellese che nel 1973 tentò l’ascesa all’Annapurna. Il CAI Biella, attraverso questa sfida, vuole onorare la sua memoria, rinnovando l’impegno di una comunità che fa dell’alpinismo un elemento identitario e culturale.

A supportare il racconto di questa avventura ci sarà il filmmaker Matteo Zin con il suo team, mentre Yuri Palma seguirà la spedizione fino al campo 1, documentando i momenti più intensi dell’ascensione.

Un elemento simbolico importante accompagna gli alpinisti: una miniatura dell’opera “Unione Olimpica” dell’artista biellese Paolo Barichello. Questa opera rappresenta i valori di inclusione, collaborazione e fratellanza tra popoli, che i protagonisti porteranno fino alle pendici dell’Annapurna. La miniatura non tornerà in Italia ma sarà donata alla comunità nepalese di Waku dove è viva la memoria di Martino Borrione, indimenticato delegato del Soccorso alpino biellese e fondatore della Onlus Bi-Nepal. Con questa associazione, negli anni, sono stati fatti significativi sforzi per dare la possibilità ai giovani del posto di costruirsi un’istruzione. La miniatura è stata idealmente consegnata da Laura Rondolotto, vedova di Martino e che da lui ha preso il testimone nell’impegno pro Nepal, al team degli alpinisti.

La consegna della miniatura © Limit Project Annapurna

Il percorso non è solo fisico, ma anche carico di significati. La partenza è stata preceduta da una serata commemorativa in memoria di Guido Machetto, durante la quale la sorella Carla Machetto ha consegnato i suoi ricordi alla Fondazione Sella, un gesto simbolico che sottolinea il legame tra memoria storica e nuove imprese.

Questa spedizione rappresenta un momento di forte identità per Biella: una sfida alpinistica di altissimo livello, ma soprattutto un tributo alla determinazione, al coraggio e ai valori umani che da sempre animano la montagna e la comunità alpinistica locale. Un’avventura che vuole lasciare un segno nella storia dell’alpinismo e continuare a scrivere pagine di solidarietà internazionale e amicizia tra popoli.