Volo di 600 metri, tre sciatori salvi sul Gran Sasso

Paura durante la mattinata di domenica 6 aprile per tre esperti sciatori e alpinisti rimasti feriti sul Gran Sasso, all'Aquila, dopo un terribile volo di oltre 600 metri.

Il Gran Sasso

Con ogni probabilità, per il manto ghiacciato, sono all'improvviso scivolati a valle, da una zona a quota 2.300 metri, arrivando fino a 1.700 metri d'altezza. È successo la mattina di domenica 6 aprile, intorno alle 9, tra il rifugio Duca degli Abruzzi e lo Scontrone.

I tre, cinquantenni, residenti a Roma, si trovavano con altri cinque amici marchigiani tutti appartenenti al Club alpino italiano (Cai) delle Marche, uniti dalla passione per la neve e la montagna. Erano arrivati, dopo aver pernottato a Campo Imperatore, sul famoso massiccio abruzzese, il più alto dell'Appennino centrale, per un'escursione.

Le condizioni climatiche erano favorevoli. Ma dopo poco, secondo una prima ricostruzione, uno di loro ha perso l'equilibrio scivolando a valle senza più riuscire a fermarsi. Un altro, a distanza di qualche secondo, ha travolto un suo compagno e tutti e due, a loro volta, sono precipitati nella stessa direzione. Una lunga scivolata, da brividi, terminata in un canalone pieno di neve che ha attutito l'impatto dei loro corpi, evitando conseguenze drammatiche.

L'allarme è scattato subito. Un elicottero del 118 si è alzato in volo e ha raggiunto la zona. A bordo dell'eliambulanza anche un tecnico del Soccorso alpino. I tre sono stati individuati e recuperati con un verricello e una barella. Un'operazione durata diversi minuti, poi il trasferimento all'ospedale dell'Aquila. Uno di loro, originario di Fabriano, in provincia di Ancona, istruttore di scialpinismo alla scuola «Sibilla» del Cai delle Marche, ha riportato le ferite più gravi: i medici gli hanno riscontrato diversi traumi e la frattura di alcune costole. Ma non è in pericolo di vita.

Fonte: L'Eco di Bergamo

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