Vigo di Cadore, la Sezione si prepara a celebrare i 40 anni

E' in preparazione una mostra per celebrare il prestigioso anniversario della Sezione, sempre in prima linea per la tutela e la valorizzazione turistica della catena Tudaio - Brentoni

Vigo di Cadore (Belluno)

Incontro in municipio a Vigo di Cadore con la partecipazione del sindaco Mauro Da Rin Bettina e dei responsabili della locale sezione Cai, al fine di stendere un programma di massima per i festeggiamenti del 40° di fondazione della Sezione di Vigo.

Il coordinatore del gruppo di lavoro è Bepi Casagrande, che ha impostato il programma di una mostra itinerante e alcune serate culturali dedicate alla storia della sezione e in particolare a quella del bivacco Spagnolli a Ciadin Alto, nonché alle imprese alpinistiche sulla catena Tudaio- Brentoni.

Era il 1973 allorché si costituì il primo manipolo della sezione, oggi guidata da Gianfranco Martini, che in poco tempo riuscì a raggiungere la rispettabile cifra di 120 iscritti. Primo presidente fu Gianclaudio Giannina, cui subentrò poi nel 1976 Gianantonio De Donà, rimasto in carica per quasi un ventennio.

In questi 40 anni di appassionato volontariato la sezione ha promosso soprattutto la valorizzazione, sia turistica che storica, della catena Tudaio - Brentoni, che, rimasta per molti decenni pressoché deserta in seguito all'abbandono delle attività silvopastorali e all'eclissarsi di ogni interesse militare, vanta attrattive ed atmosfere degne davvero di quella che Antonio Berti, ancora nel lontano 1928, definiva "verginità primitiva".

Ciò non ha impedito peraltro che iI Tudaio, la Bragagnina, il Crissin, il Popera Valgrande, i Brentoni ed infine il Cornon, pur non essendo mai veramente "di moda" nel turismo internazionale, possano vantare una loro storia alpinistica, dai primi cacciatori di camosci a personaggi come Gustav Baldermann con la guida Pelizzaroli di S. Stefano, dai coniugi Helversen e Friedman ad Antonio Da Rin Chiaurei, senza dimenticare poi Lothar Patera e Severino Casara.

Con un paziente lavoro sono stati valorizzati in questi ultimi anni itinerari vecchi e nuovi, come quelli del sentiero "dei Mede" dalla Val Ciariè al Tudaio lungo il Tudaio, o della vecchia "Strada delle Fede" da Forcella Starezza fino a Camporosso, verso l'altipiano di Casera Razzo.

Nel 1978 partì poi il progetto più ambizioso: la costruzione del bivacco Spagnolli al Ciadin Alto, a 2047 metri di quota. L'opera, dotata di 15 posti letto e ben attrezzata, fu portata a termine ed inaugurata nel settembre del 1985, venendo subito utilizzata da migliaia di appassionati.

Tutto questo sarà raccontato nella mostra in corso di preparazione, cui collaborerà anche Giovanni De Donà, che da anni porta avanti assieme agli amici del Cai un ambizioso programma di valorizzazione delle memorie della Grande Guerra sul Tudaio, a Col Ciampon, a Casera Razzo e in tanti altri siti, noti e meno noti, dell'Oltrepiave.

Fonte: Corriere delle Alpi

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