Val di Mello, contrarietà del CAI di Valtellina e Valchiavenna al progetto di adeguamento del sentiero di fondo valle (sponda orografica sinistra)

Per il Coordinamento delle Sezioni e Sottosezioni CAI della zona gli interventi per migliorare la percorribilità alterarerebbero in modo irreversibile il delicato ecosistema della valle, nonché l'assetto ambientale e paesaggistico.

Il sentiero della Val di Mello

4 aprile 2019 - Il 27 marzo scorso presso la sede del CAI Sezione Valtellinese di Sondrio si è riunito il Coordinamento delle Sezioni e Sottosezioni di Valtellina e Valchiavenna del Club Alpino Italiano, con la presenza di due rappresentanti del Comitato Direttivo Regionale del CAI Lombardia, con l'obiettivo di esaminare l'ipotesi di progetto, proposto da ERSAF, di adeguamento del sentiero di fondo valle, in sponda orografica sinistra, in Val di Mello, dal parcheggio alla località Rasica, onde renderlo percorribile alle persone con disabilità motoria.

Dopo aver visionato una serie di immagini di tale sentiero, scattate durante un sopralluogo effettuato il 19 marzo, è stata rilevata la particolare naturalità ambientale circostante e la sorprendente originalità e semplicità del sentiero nel suo snodarsi tra i boschi, le radure, i torrentelli laterali, con un alternarsi di tratti di facile percorribilità ed altri di relativa difficoltosa transitabilità per la presenza di massi, strettoie, gradinate.

Si è quindi valutato che un intervento di "miglioramento" della percorribilità comporterebbe la modificazione dell'assetto attuale in un contesto di riserva naturale (Rete Natura 2000, ZSC) di interesse paesistico, con presenza di ambienti naturali di pregio che il CAI, come associazione di protezione ambientale, da sempre sostiene dover mantenere inalterati, in virtù dei principi che sono alla base del proprio statuto di tutela dell'ambiente naturale montano e del paesaggio, anche in considerazione delle linee di indirizzo e autoregolamentazione in materia (vedasi punto 12 del Bidecalogo del 2013 dove si afferma l'importanza della rete sentieristica italiana, come bene di cultura e di pubblica utilità per una corretta e consapevole frequentazione delle montagne).

Tenuto conto che l'accesso alla valle e, in particolare, alla località Rasica è possibile anche attraverso l'esistente strada sterrata sulla sponda orografica destra, il Coordinamento ha espresso la propria contrarietà al progetto e ha proposto:
1 - di evitare interventi che, alla luce di un'attenta valutazione di incidenza ambientale, possano alterare in modo irreversibile il delicato ecosistema della valle, nonché l'assetto ambientale e paesaggistico connesso con la sua percorribilità;
2 - di valutare, con l'ausilio di esperti ambientali del CAI e/o di altre associazioni ambientaliste, quali interventi migliorativi e/o conservativi e di valorizzazione della valle siano più idonei per renderla usufruibile anche da parte delle persone con disabilità motoria, senza alterarne i caratteri originari ambientali, naturali e antropici.

Coordinamento delle Sezioni e Sottosezioni di Valtellina e Valchiavenna

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