Unitarietà del Parco dello Stelvio, per il Presidente SAT Bassetti il nodo centrale sono i poteri del Comitato di Coordinamento e di Indirizzo

La nostra redazione ha intervistato Claudio Bassetti in vista del convegno “Le proposte per la salvaguardia e il rilancio del Parco Nazionale dello Stelvio” di sabato 16 maggio a Edolo.

Il Presidente SAT Claudio Bassetti

In vista del convegno “Le proposte per la salvaguardia e il rilancio del Parco Nazionale dello Stelvio”, organizzato dal CAI sabato 16 maggio a Edolo (http://www.loscarpone.cai.it/news/items/parco-nazionale-dello-stelvio-il-cai-organizza-un-incontro-aperto-ai-cittadini-e-alle-istituzioni.html), abbiamo chiesto a Claudio Bassetti, Presidente della SAT, che cosa si potrebbe fare per garantire la gestione unitaria del Parco.

Ecco quello che ha risposto.
“La questione centrale è legata al Comitato di Coordinamento e di Indirizzo: come SAT nel maggio 2014, assieme alle altre associazioni ambientaliste trentine, siamo andati alla Commissione dei Dodici (organo che gestisce i rapporti tra lo stato e le Province Autonome di Trento e Bolzano), per proporre di migliorare una norma che non dava garanzie di unitarietà, in primis per il fatto che prevedeva un numero di persone eccessivamente esiguo all’interno del Comitato.

La norma che poi è stata licenziata ha dato risposta a qualcuna delle nostre richieste, in tema di armonia con la Legge 394, riguardo l'allargamento del Comitato a figure provenienti dalle associazioni ambientaliste, dalle comunità locali e da istituti di ricerca.
Il punto nodale è l’articolo 3 del regolamento che definisce le funzioni del Comitato, in cui si fa una sintesi estrema dei suoi compiti specifici. La questione è estremamente delicata, dato che coinvolge tre Amministrazioni diverse (Province Autonome di Trento e Bolzano e Regione Lombardia) e occorre definire in modo specifico le linee guida. L’articolo 3 deve essere ampliato definendo con maggior chiarezza i compiti specifici del Comitato.

Esso ha infatti in carico la costruzione di un progetto complessivo: deve raccordare la propria azione con le normative nazionale e internazionali sulle Aree protette, deve verificare la rispondenza di tre Piani di gestione diversi e deve cercare di andare verso la costituzione di una rete con i Parchi confinanti di respiro europeo.

La SAT ha chiesto che all’interno del Comitato ci siano persone che abbiano competenze scientifiche e naturalistiche di alto livello. Chiediamo professionalità. Il fatto che non ci sia un compenso per i componenti del comitato a mio avviso non è un ostacolo al buon funzionamento dello stesso.

Un altro elemento che manca è la definizione della personalità giuridica del comitato, ovvero quali poteri effettivamente abbia. Per noi deve necessariamente avere dei poteri per risolvere eventuali conflitti.
Più si definiranno precisamente i compiti del comitato, meno è probabile che nascano conflitti. Più il regolamento è dettagliato ed esplicito, più sarà facile che che questi indirizzi vengano recepiti correttamente e seguiti.

Noi vogliamo assolutamente che il Parco funzioni per avere certezze sulla tua tutela e su modelli di sviluppo compatibili e, magari, esportabili. Il Parco deve diventare un laboratorio di nuove buone pratiche.
Non possiamo permetterci di avere un comitato senza poteri effettivi”.

Red

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