UnaLinea2014: racconti dalla spedizione alpinistica sull'Illimani

Marco Erbetta presso la Sala Petri della sede CAI di Vercelli, venerdì 28 novembre alle ore 21:15 racconterà tramite le sue immagini la "sua" spedizione UnaLinea2014

Verso la cima dell'Illimani

La spedizione alpinistica, incominciata sabato 24 maggio 2014, è stata organizzata e diretta da Enrico Rosso, socio del C.A.I. di Biella e membro dell'Associazione Nazionale delle Guide alpine Italiane, con la partecipazione di Marco Erbetta, socio del C.A.I. di Vercelli, che già ha condiviso con i soci e i simpatizzanti la sezione durante una serata in sede un paio di anni fa una delle spedizioni extraeuropee cui nell'ultima decina di anni ha partecipato, dall'Himalaya alle Ande.

Lo scopo della spedizione UnaLinea2014 è stato l'apertura di una nuova via sulla cresta ovest del Monte Illimani.
La spedizione è stata patrocinata dal CAI di Vercelli e sponsorizzata da Crispi, Ferrino, Reda Rewoolution.
L'altopiano andino, con un altitudine compresa tra i 3500 ed i 4000 metri, è delimitato da due imponenti catene montuose che comprendono numerose cime di altezza superiore ai 6.000 m.
All'interno dell'altipiano si trova il grande lago Titicaca (8562 km2) diviso tra Perù e Bolivia. La Cordillera Orientale è tra le due la geologicamente più vecchia: si estende dalla parte nord del lago Titicaca in direzione sud-est, scendendo verso sud fino al confine argentino, e comprende la Cordillera Real, costituita da numerose montagne di roccia granitica con cime coperte da ghiacciai, tra cui molte superiori ai 6.000 metri. Tra le sue cime più imponenti c'è l'Illimani.

L'Illimani (6438 m), con le sue quattro cime è la terza montagna più alta delle Ande Boliviane e la più alta della Cordillera Real. Nella lingua aymara Illi-mani significa ''aquila dorata''. Posta al limite orientale dell'altopiano, l'Illimani è ben visibile dalla capitale della Bolivia, La Paz.
Tra le sue quattro cime, la nord è la più impervia ed elegante ed è raggiunta , sul lato sinistro, dalla perfetta linea della cresta ovest.
Il team è partito dall'Italia il 24 maggio 2014 alla volta della Bolivia e quindi delle Ande della Cordillera Real. La prima fase della spedizione ha visto il team impegnato in alcune scalate di acclimatazione tra cui il Monte Huayna Potosi m. 6088 e il Pequeno Alpamayo m. 5370. Successivamente il gruppo si è spostato sull'Illimani, m. 6.402.

Dopo aver installato un primo campo, un giorno è stato impiegato per una ricognizione destinata a verificare la possibilità di un accesso diretto all'attacco della cresta ovest dell'Illimani (cima nord), ma la via e risultata sbarrata da una seraccata.
Il giorno successivo (7 giugno) la spedizione ha spostato il campo al "Nido del Condor" (5500mt.) ed e stato verificato l'accesso al ghiacciaio che conduce alla cresta.

L'8 giugno il gruppo alpinistico formato da Padre Antonio Zavattarelli (missionario e forte alpinista), Marco Erbetta ed Enrico Rosso, ha iniziato la traversata del ghiacciaio sotto la cima nord dell'Illimani per porre il campo all'attacco della cresta ovest.
La mattina successiva è proseguito il tentativo, ma a 2/3 della cresta la cordata ha dovuto cedere e scendere.
Le condizioni della neve infatti, erano di grande pericolo con placche a vento su un versante e neve completamente inconsistente sull'altro. Dopo una difficile discesa il gruppo ha proseguito per il campo "Nido del Condor", giungendovi poco dopo il tramonto. La spedizione è rientrata in Italia lo scorso 15 giugno.

Conclusione
Le parole di chi ha partecipato alla spedizione rendono bene ciò che hanno provato nel vivere questa avventura.
“L'esplorazione delle regioni verticali del nostro mondo è il terreno di ricerca dello spirito. E' il farmaco che ci ricorda ogni volta che siamo vivi e che, per sentirci tali, dobbiamo sfidare costantemente i limiti della nostra natura.
Spesso è necessario riconoscere questi limiti per non mettere a repentaglio la propria vita, o l'incolumità dei compagni. Altre volte è la montagna stessa a giocare d'orgoglio, sfoggiando la sua natura più pericolosa e questo è quello che ci è successo a quota 6000 m, sulla nostra bella linea della cresta ovest del monte Illimani, tanto studiata e sognata, lo scorso 9 giugno.

Le condizioni di scalata erano infatti di grande pericolo, con placche a vento su un versante e neve completamente inconsistente dall'altro: ad ogni colpo di piccozza, la vibrazione e il rumore della parete presagivano improvvisi cedimenti. Certo, il dispiacere è tanto. Ma lo spirito di questo viaggio era chiaro sin dal principio.
L'alpinista sogna Una Linea. La linea non è solo il percorso fisico d'ascensione alla vetta, è una geometria spirituale. La verticale è una dimensione totalmente estranea alla realtà, rappresenta una spinta creativa che ha radici profonde e insondabili all'interno dell'uomo che la cerca. Non la vetta ma la verticale.
E la linea perfetta di quella cresta? Lei non cambia, non si sposta. Muta, al massimo, e rimane lì.

Resta per gli alpinisti, una tra le più belle delle Ande e un obiettivo per i prossimi anni."
Marco Erbetta presso la Sala Petri della sede CAI di Vercelli, venerdì 28 novembre alle ore 21:15 racconterà tramite le sue immagini la "sua" spedizione UnaLinea2014.

www.unalinea2014.com

Comunicato UnaLinea

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