Una slavina travolge tre scialpinisti, salvi grazie all'attrezzatura di sicurezza

Impegnati nel soccorso molti volontari del CAI e del Soccorso Alpino casualmente vicini al luogo dell'incidente e un elicottero del 118

Una delle squadre di soccorso impegnate nel salvataggio

Nessuno ha voluto rilasciare dichiarazioni o spiegare con esattezza l'accaduto. Sono circa le 12 di domenica 19 gennaio quando scatta l'allarme. Il caso vuole che molti dei volontari del Cai sono impegnati al rifugio Savoia del Mucrone, nella vicina Valle Oropa, per una giornata dedicata alla sicurezza in montagna Sicuri con la neve). Così le squadre si dirigono immediatamente in zona, allestendo il campo base per le operazioni in località San Carlo a Graglia. Nel frattempo un elicottero del 118 si alza in volo da Verbania.

La slavina ha travolto tre scialpinisti: Luca Gardini, Guido Piva ed Elisabetta Alberta. Fabrizio Bozzoli è solo sfiorato dalla massa di neve: dopo un primo momento di smarrimento, compone con il cellulare il numero 118, attiva il sistema Arva e dà l'allarme. Il biellese riesce ad individuare i tre compagni. Il più in pericolo è Luca Gardini: con una piccola pala in dotazione l'amico comincia a spostare la neve fino a liberargli il volto, permettendogli di respirare. Poi si dedica agli altri tre che non sono in condizioni così drammatiche.
Nel frattempo la macchina dei soccorsi si muove.

Le condizioni meteo sono pessime. L'elicottero del 118 riesce a portare una decina di uomini del Soccorso qualche centinaio di metri più in basso rispetto a dove si trovano i quattro in difficoltà. Alle squadre non resta quindi che salire a piedi: una corsa contro il tempo, proprio perchè le notizie che arrivano indicano almeno una persona rimasta sotto la slavina.
La marcia degli uomini del Cai ha successo. Il gruppo viene raggiunto e il primo intervento è proprio quello di liberare Luca Gardini dalla morsa del gelo. La fortuna dà anche una mano per quanto riguarda le condizioni meteorologiche: proprio quando l'uomo viene liberato dalla neve, un leggero miglioramento consente all'elicottero di raggiunge il punto esatto della montagna. Gardini viene imbracato e trasferito sul velivolo che si dirige immediatamente verso l'eliporto di Biella. Un'ambulanza provvede poi al suo ricovero in ospedale.

Elisabetta Alberta e Guido Piva sono invece caricati sui toboga e le squadre di soccorso cominciano così la discesa verso il Tracciolino dove aspettano le ambulanze. Fabrizio Bozzoli scende a Biella direttamente con la sua auto.

«Non era certo una giornata ideale per fare scialpinismo - dice Claudio Negro, responsabili del Soccorso alpino -. Per contro sono un gruppo di amici specialisti della montagna: li ha salvati la loro esperienza e il fatto di avere con loro tutte le dotazioni di sicurezza, in primis l'Arva che è risultato determinante».

Fonte: La Stampa

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