"Un grande alpinismo, pulito e gioioso"

Pelmo d’oro al trentunenne padovano Alessandro Baù, campione della Civetta

Sabato 28 luglio alle ore 10 presso il museo dell'Occhiale di Pieve di Cadore si è tenuta la cerimonia di consegna del Pelmo d’oro, l’ambito riconoscimento che, con il decisivo apporto del Club Alpino Italiano, premia da quindici anni alpinisti, studiosi e soggetti che hanno contribuito alla conoscenza, valorizzazione e divulgazione delle Dolomiti bellunesi. Quest’anno il Pelmo d’oro per l’alpinismo in attività viene assegnato al trentunenne alpinista padovano Alessandro Baù, “il cui legame con la potente parete nord ovest della Civetta sta segnando la storia di quella montagna attraverso un grande alpinismo pulito e gioioso”.

DUE PRIMEDONNE. Il Pelmo d’oro per la carriera alpinistica viene assegnato invece a due donne, la ticinese Silvia Metzeltin e la veneta Adriana Valdo, entrambe alpiniste accademiche del CAI. La Metzeltin è «alpinista a tempo pieno, ma anche geologa, giornalista e scrittrice, e ha compiuto oltre 1300 ascensioni di cui un centinaio di alta difficoltà tecnica e in prima ascensione assoluta ha scalato ben 50 montagne e ha aperto sulle Alpi una settantina di vie nuove, partecipando ad azioni di salvataggio, in quanto parte del Soccorso Alpino. Ha sempre dimostrato una predilezione per le Dolomiti, su cui ha scritto volumi fondamentali per la loro conoscenza nel mondo. Ha conquistato per le donne il diritto d’ingresso al Club Alpino Accademico Italiano (essa stessa ne è parte), mantenendo un atteggiamento solidale e non competitivo: invitata alla spedizione tedesca al K2 nel 1986, ha rinunciato in fase di preparazione, quando ha intuito che si sarebbe trovata antagonista per la “prima femminile” a quella montagna. Ricca la documentazione raccolta sull’alpinismo femminile, ora confluita nella biblioteca della Fondazione Angelini; sostiene un tipo di alpinismo integrato culturalmente, non disgiunto dalla conoscenza del territorio e della sua gente». Con la Metzeltin anche Adriana Valdo, alpinista e ingegnere, è stata la prima donna italiana ad entrare nell’Accademico. «Nelle Dolomiti Bellunesi ha salito le grandi classiche, spesso da capo cordata. Ancora oggi è attiva nella pratica dello sci-alpinismo e dell’escursionismo in ambienti reconditi».

IN MEMORIA. Il “Pelmo d’oro” per la cultura alpina viene assegnato a Telebellunodolomiti, emittente locale che da anni svolge «un servizio informativo prezioso e puntuale, riservando agli eventi culturali, e alla nostra montagna in particolare, con servizi e rubriche dedicati, spazio,passione, competenza, contribuendo in tal modo a far crescere la consapevolezza di questo patrimonio e valorizzando le radici identitarie». Una doverosa e commossa Menzione Speciale è stata riservata dalla Giuria alla memoria di Alberto Bonafede e Aldo Giustina, i due soccorritori di San Vito di Cadore travolti l’anno passato da una frana di sassi durante una difficile operazione in aiuto di alpinisti in difficoltà sulla parete nord del Pelmo, «generosa testimonianza di altruismo, dedizione e solidarietà, valori profondi che contraddistinguono il volontariato del Soccorso Alpino». Menzione Speciale anche per Giorgio Ronchi, Accademico del CAI e alfiere del Gruppo Rocciatori Val Biois che «con grande capacità e innata modestia ha salito le più celebri pareti delle Dolomiti Bellunesi».

Info: 0437 959144 www.infodolomiti.it

 

 

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