Un convegno sul ruolo del CAI nella storia dell'Etna Patrimonio dell'Umanità

Si è svolto a Nicolosi sabato 12 luglio il convegno organizzato dal GR CAI Sicilia e dalla Commissione Regionale di Escursionismo al quale sono intervenuti il sindaco di Nicolosi, il presidente del Parco dell’Etna ed il presidente generale del CAI Martini

I relatori del convegno tra cui il Presidente Martini

"Il Club Alpino Italiano e l’Etna Patrimonio dell’Umanità” è stato il tema del convegno tenutosi il 12 luglio nel centro giovani di Nicolosi e organizzato, in sinergia, dal Gruppo Regionale CAI Sicilia e dalla Commissione Regionale di Escursionismo con il patrocinio del Parco dell’Etna e del Comune di Nicolosi.

Il convegno è stato incentrato sul ruolo che ha avuto il CAI nella storia del vulcano. I lavori, moderati dalla dott.ssa Sara Parisi, sono stati aperti dai saluti istituzionali del sindaco di Nicolosi, Antonino Borzi e del presidente del Parco dell’Etna, Marisa Mazzaglia. Il personale del parco ha presentato sinteticamente gli studi sostenuti per iscrivere il vulcano catanese nell'elenco dei beni patrimonio dell'umanità. Sono intervenuti l’ing. Agata Puglisi, la prof. Emilia Poli Marchese, il dott. Salvo Caffo, l’ing. Giovanni Condorelli, il dott. Franz Zipper e il dott. Giuseppe Priolo.

E' stato sottolineato come occorre sapere mantenere il titolo di "patrimonio dell'umanità" che, in taluni casi è stato anche ritirato ad alcuni siti che non hanno saputo preservare la loro integrità e la bellezza.
Tra gli interventi, il presidente del Collegio regionale delle guide alpine e vulcanologiche, Alfio Ponte, ha fatto notare che su un vulcano dichiarato patrimonio dell'umanità esistono divieti che impediscono l'accesso ad alcune zone e operatori che accompagnano abusivamente i gruppi di turisti sul vulcano.

Umberto Martini, presidente nazionale del Cai, a proposito del ruolo dell'associazione nella valorizzazione del vulcano ha evidenziato: "Il Cai storicamente è stato primo protagonista sull'Etna; oggi, dinanzi ad uno scenario differente, vuole continuare ad esserlo. Il riconoscimento Unesco è frutto di un lavoro intelligente svolto da chi da sempre frequenta questo ambiente e cerca di difendere questo territorio caratterizzato da un continuo trasformismo che apporta continue modifiche. E questa mutevolezza stimola ad essere attivi per mantenere il territorio nelle caratteristiche nuove che si creano. Vogliamo continuare la tradizione ed esserne degni".

Soddisfatto per la riuscita dell'iniziativa il presidente del Cai Sicilia, Giuseppe Oliveri: "Abbiamo registrato - ha detto - una massiccia partecipazione da parte del territorio che ha superato ogni previsione. Erano presenti le istituzioni, associazioni naturalistiche e anche soci Cai provenienti da altre province".

La presidente del parco dell'Etna, Marisa Mazzaglia, ha espresso l'orgoglio di ospitare l'iniziativa del Cai regionale: "Il riconoscimento dell'Etna quale patrimonio dell'umanità è un risultato raggiunto dal parco ma condiviso con tutto il territorio. Il Cai ha colto in pieno questo spirito di collaborazione sia con l'organizzazione di questo convegno che con tutta una serie di attività che ci apprestiamo a svolgere, grazie anche ad un accordo di collaborazione che abbiamo siglato. Speriamo di collaborare soprattutto sul fronte dell'escursionismo e della conoscenza del territorio".

Domenica 13 luglio, nella ricorrenza dei festeggiamenti dal 1°anno dell’Etna patrimonio dell’umanità, le Sezioni CAI di Acireale, Belpasso, Bronte, Catania, Giarre, Linguaglossa, Randazzo, hanno organizzato delle escursioni tematiche per valorizzare il territorio etneo.

Comunicato GR CAI Sicilia

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