Un anno dalla tragedia dell'Hotel Rigopiano

Per il Presidente CCTAM Di Donato "bisogna agire su bonifica, ripristino e messa in sicurezza del territorio, per non reiterare scelte sbagliate. Come la realizzazione della strada Castelli-Rigopiano in fascia montana non stabilizzata".

Volontari CNSAS a Rigopiano

18 gennaio 2018 - Anche il 18 gennaio 2018 è giunto. Il tempo fluisce, scandendo e inanellando rintocchi e battiti, inarrestabile. Oggi è il giorno della commemorazione di Rigopiano, del ricordo che doloroso ci avvolge e tutto stempera senza però ingrigirlo e appiattirlo. Noi siamo per un futuro migliore e sostenibile. Due mesi fa avevo infatti scritto che ci saremmo dovuti preparare all'inverno e vigilare su quanto svolto per la bonifica, il ripristino e la messa in sicurezza, per non reiterare scelte sbagliate. Prevenzione e visione sono gli strumenti per guardare oltre, senza dimenticare. Attualmente per Rigopiano sono indagate 23 persone.

Prepariamoci all'inverno - 18 novembre 2017 - Rigopiano docet … e poi l'inutile reiterata spesa del Masterplan per la strada Castelli-Rigopiano.
Le intense piogge di questi giorni con le immediate emergenze e i conseguenti dissesti, insieme alle prime nevicate sono segni dell'inverno. Ma quanto siamo preparati al suo arrivo? Cosa è cambiato in prevenzione dagli eventi dello scorso anno? Tra due mesi scadrà il primo anno dalla tragedia di Rigopiano, avvenuta il 18 gennaio 2017, con la neve che ha travolto tutto al suo passaggio causando 29 vittime e sarà importante fare il punto della situazione, per verificare i risultati di bonifica, ripristino dei luoghi e messa in sicurezza dell'Abruzzo dal rischio valanghe. Osservata speciale sarà la pedemontana che sale da Castelli e giungendo a Rigopiano ne ha modificato la morfologia. La strada è stata inopinatamente realizzata in fascia montana non stabilizzata, con significativi tagli e ferite alle pendici e l'attraversamento in quota del nevaio del Gravone. La scelta fu sbagliata arrecando inutili danni ambientali senza garantire un utilizzo in ogni stagione, con la necessità di consistenti interventi annuali per la riapertura, eppure la soluzione al collegamento già c'era a quota inferiore, al limitare del bosco, su strada che da Colle Corneto raggiunge Colle Mesole, appena più in basso di Rigopiano, in situazione di maggior tranquillità ambientale. I vantaggi sociali, ambientali ed economici derivanti dalla soluzione viaria a mezza quota sono talmente evidenti che lascio a voi le considerazioni. Ma se pensate che la strada Castelli-Rigopiano in quota sia stata abbandonata allora leggete cosa prevede il Masterplan della Regione Abruzzo che reitera costosi interventi.

Filippo Di Donato
Presidente CCTAM del CAI

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