Un allievo del corso di introduzione alla spelelogia della Sat Bindesi si laurea con una tesi sull’argomento

Lorenzo Cerra ha dedicato la sua tesi al fattore rischio nel mondo dell’esplorazione delle grotte, dimostrando che non rappresenta un fattore attrattivo importante per i partecipanti.

Lorenzo Cerra

11 luglio 2019 - Laurearsi con una tesi sulla speleologia, anche grazie alle conoscenze apprese durante il corso di “Introduzione alla speleologia" organizzato dal Gruppo Speleologico della SAT Bindesi Villazzano. È successo a Lorenzo Cerra, che ha frequentato la diciottesima edizione del corso di cui è direttore Walter Bronzetti.

La tesi di Lorenzo, che durante il corso si è distinto per la sua bravura, prende in considerazione gli aspetti della sicurezza di questa pratica.  “L'intento di questa tesi – si legge nell’Abstract del lavoro - è mettere in discussione il ruolo del rischio come un fattore attrattivo verso la pratica della speleologia, proponendo come esso rappresenti un elemento marginale. Infatti, i partecipanti riconoscono che il potenziale risultato di un errore o di un incidente mal gestiti potrebbe portare ad uno scenario catastrofico. Tuttavia, accettare questa eventualità non significa che essi ricerchino il rischio”.

La tesi con cui Lorenzo si è laureato all’Università di Trento in “Sociologia e ricerca sociale” mette in evidenza “il meticoloso” lavoro di preparazione dei gruppi speleologici per diminuire il più possibile l’eventualità di esiti negativi. Titolo del lavoro è: “Etnografia del mondo sotterraneo. Implicazione sociale dell'assunzione di rischi e della cultura del rischio nelle esplorazioni di grotte”.

Con il neolaureato si complimentano orgogliosi il gruppo e il direttore del corso che si è da poco concluso. Walter Bronzetti sottolinea che “la Scuola Nazionale di Speleologia del Club Alpino Italiano è da tempo impegnata nel rispetto delle regole di sicurezza, dell’ambiente e nel far conoscere questa disciplina a un maggior numero di persone, tramite i suoi corsi e con un corpo docente qualificato e a una divulgazione sempre più mirata”.

Quindi il direttore del corso fa il suo plauso a un lavoro “di sicuro molto originale e importante per tutto il movimento speleologico CAI”. Il corso, diretto e seguito da titolati e qualificati soci Cai-Sat, hanno partecipato dodici allievi, molto interessati a conoscere meglio l’esplorazione e le tecniche legate alla frequentazione delle cavità. Gli organizzatori hanno sottolineato l’entusiasmo dei ragazzi che ha contribuito a dare nuovi stimoli all’interno del gruppo stesso. Predisposte anche uscite pratiche in palestra e in grotta.

Lorenzo Cerra si è avvicinato alla speleologia e a questo corso, invece, collaborando a un progetto della Fondazione Bruno Kessler, un centro di ricerca di Trento. Il progetto, denominato ACROSS, ha l'obiettivo di concepire nuove tecnologie indossabili (wearable devices) - in forma di prototipo - per supportare la comunicazione tra chi pratica gli sport di montagna. Tale progetto è finanziato dalla Fondazione Caritro (Prot. SG 1939/17 – Rif. Int. 2017.0333) ed è coordinato dalla ricercatrice Eleonora Mencarini.

Valerio Castrignano

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