UIAA, montagne e cambiamenti climatici a Parigi COP21

Venerdì 4 dicembre 2015 l'Unione internazionale delle associazioni alpinistiche ha presentato a Parigi la “Dichiarazione sui Cambiamenti in Montagna per la COP 21, perché la vulnerabilità delle montagne sia riconosciuta nell’accordo finale di Parigi”.

Ang Tshering Sherpa e Frits Vrijlandt allo stand UIAA

Venerdì 4 dicembre 2015 alla COP21 di Parigi rappresentanti del mondo dell’informazione, rappresentanti dei Governi e delegati alla Conferenza sono stati invitati a uno speciale Open Day allo stand “Call from the Mountains”. Frits Vrijlandt (Presidente dell’UIAA), Ang Tshering Sherpa (Presidente della Nepal Mountaineering Association) e Hussein Bagirov (Ministro dell’Ambiente dell’Azerbaijan) hanno informato i presenti riguardo l’impatto del cambiamento climatico nelle regioni montane. Presente in raooresentanza del CAI Lucia Foppoli, che si è occupata in prima persona della stesura del documento CAI sui cambiamenti climatici approvato dall'UIAA.

Le zone montane ospitano 800 milioni di persone, quasi il 12% della popolazione mondiale. Le montagne procurano acqua per miliardi di persone sul pianeta in ogni continente. Sono potenti, imperiose e a volte difficili. Le montagne sono anche incredibilmente a rischio, e sono una chiave del futuro del pianeta.

“Le nostre montagne sono la nostra eredità, gloria e identità. Le regioni montane hanno bisogno di tutela e di sviluppo sostenibile per il presente e per il futuro, afferma Frits Vrijlandt.

Poiché dipendono dall’altitudine, dalla pendenza e dall’orientamento verso il sole, gli ecosistemi montani sono facilmente danneggiati dai cambiamenti climatici. Molti scienziati ritengono che i cambiamenti che si stanno verificando negli ecosistemi montani costituiscano un’anteprima di quello che potrebbe accadere in futuro nelle pianure. Le montagne sono quindi sia le aree più a rischio che quelle più in grado di fornire risposte ai pericoli presentati dal cambiamento climatico.

Nel corso degli ultimi secoli, i ghiacciai di montagna hanno continuato a sciogliersi ad un ritmo allarmante e senza precedenti, creando un effetto devastante su piante, animali e popolazioni di montagna. Gli effetti negativi del cambiamento climatico però si allargano oltre l’ambiente montano più immediato. Le montagne sono “torri d’acqua” globali che supportano le aree sottostanti, incluse vaste regioni e popolazioni urbane.

Questo continuo e inarrestabile disgregarsi delle aree montane danneggerà anche i percorsi di scarico e riflusso e la disponibilità dell’acqua in location di tutto il mondo. La sicurezza alimentare e la biodiversità saranno in pericolo. Lo svuotamento delle riserve d’acqua creerà una crisi umanitaria e problemi politici.

“Salvare l'Himalaya significa salvare noi stessi e le nostre generazioni future, perché  l'Himalaya  formisce l'acqua per 3 miliardi di persone in Asia", ha dichiarato Ang Tshering Sherpa. "Se la torre d’acqua di quasi metà della popolazione mondiale si svuota, non ci saranno solo problemi ambientali ma una crisi umanitaria e politica”.

Inoltre, i continui cambiamenti climatici nelle montagne – ghiacciai che si ritirano, strati di neve che si sciolgono, elevamento dello spessore del permafrost, intensificazione dei processi di erosione, i conseguenti cambiamenti negli ecosistemi ad alta quota, i cedimenti strutturali e la disintegrazione fisica delle rocce – molto probabilmente alzeranno la quota di rischi e di disastri naturali.

Il cambiamento climatico non fa preferenze. Tutte le montagne, che siano le Alpi, l’Himalaya o le Ande, sono sotto la minaccia del riscaldamento globale. Chi vive in stati piccoli in via di sviluppo deve subirne gli effetti pur avendo contribuito ben poco alle cause del cambiamento climatico. Ad ogni modo, lo sforzo per arrestare i cambiamenti climatici deve essere globale e coinvolgere tutti gli Stati a lavorare insieme in armonia. Tutte le montagne devono essere ascoltate e protette.

L’UIAA è in prima linea nell’assicurarsi che le preoccupazioni riguardo le montagne vengano presentate e discusse nel corso dei negoziati durante la COP 21,  per far sì che i Paesi si impegnino concretamente. Insieme ad alcuni esperti, UIAA ha presentato una “Dichiarazione sui Cambiamenti in Montagna per la COP 21, perché la vulnerabilità delle montagne sia riconosciuta nell’accordo finale di Parigi”. La Dichiarazione è stata inviata a organizzazioni internazionali per raccogliere firme e ai vari Governi per essere promossa e supportata durante i negoziati.

Come parte del suo vasto ambito di attività, UIAA è impegnata in progetti di sostenibilità per la montagna e di educazione sul cambiamento climatico con i seguenti obiettivi:

- Promuovere uno sviluppo sostenibile delle regioni montane, così come una consapevolezza e un’educazione alle pratiche ambientali sostenibili attraverso il progetto annuale “Premio UIAA per la Protezione della Montagna”.
- Preservare l’ambiente montano nel suo stato naturale supportando azioni concrete intraprese dalle federazioni facenti parte dell’UIAA e attraverso eventi per la pulizia delle montagne organizzati dal Programma UIAA per il Rispetto delle Montagne.
- Incoraggiare l’adozione e il rispetto da parte degli stakeholder della montagna delle dichiarazioni internazionali, incluse le linee guida dell’UIAA, per preservare gli ecosistemi e le culture di montagna.

A livello pratico, molte federazioni facenti parte dell’UIAA stanno già attivamente aiutando a ridurre l’impatto ambientale, in particolare implementando e incoraggiando programmi di compensazione delle emissioni di carbonio e percorsi in mobilità “leggera” quando ci si mette in viaggio per attività in montagna.

Stand “Call from the Mountains”
Durante la COP 21, l’UIAA e i suoi rappresentanti saranno disponibili a discutere tutte le tematiche relative al cambiamento climatico negli ambienti montani all o stand “Call from the Mountains” aperto tutti i giorni fino all’11 dicembre 2015.

Clicca qui per vedere le foto.

Comunicato UIAA

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