Tutela ambientale e fruizione sostenibile: intesa tra Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e Club alpino italiano

Firmato oggi a Vallo della Lucania (SA) il protocollo d’intesa triennale dal Presidente dell’area protetta Tommaso Pellegrino e dal Presidente generale del CAI Vincenzo Torti.

Vista del Parco del Cilento

2 agosto 2018 - Promozione di un escursionismo rispettoso del territorio, definizione e manutenzione della rete escursionistica con segnaletica CAI, predisposizione del Catasto dei sentieri, monitoraggio dello stato dei ricoveri e dei segni dell’uomo in ambiente (come borghi, casolari e mulini), programmi per le scuole, valutazione degli impatti della frequentazione escursionistica sugli habitat naturali e coordinamento dell’attività speleologica.

Sono questi gli ambiti oggetto della collaborazione tra il Club alpino italiano e il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, dopo la firma del Protocollo d’Intesa triennale da parte del Presidente generale del CAI Vincenzo Torti e del Presidente dell’area protetta Tommaso Pellegrino, avvenuta oggi a Vallo della Lucania (SA).

Si tratta di un accordo che, se da un lato, ha come obiettivi primari la conoscenza e la protezione delle risorse naturali dell’area protetta, rispetto alle criticità legate alla fruizione turistico-sportiva di zone sensibili e di particolare valore biologico-paesaggistico, dall’altro mira a soddisfare la crescente richiesta di frequentazione di questi ambiti preziosi di territorio, ai quali deve essere assicurato un approccio sostenibile e rispettoso. Tutt’altro che secondaria, poi, la componente educativa e di formazione dei più giovani.

L’intesa prevede la redazione di Carte dei Sentieri per uso turistico-escursionistico e la realizzazione di progetti educativi rivolti a docenti e studenti, che prevedano visite, escursioni e soggiorni in un’ottica di educazione globale che unisca conoscenza e formazione rispetto ai temi del corretto rapporto uomo-natura. Proprio per questo dovranno essere individuate zone riservate a specifiche attività, come l’arrampicata, sempre, però, nel rispetto della flora locale e dell’avifauna nidificante.

I programmi operativi del protocollo, per quanto riguarda il CAI, saranno seguiti dal Gruppo regionale Campania.

Comunicato Club alpino italiano

 

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