Terremoto, dal CAI Amatrice l'appello a costruire case subito per consentire agli amatriciani di restare a vivere nella propria terra

La Sezione farà la sua parte, "rendendo organiche le proposte di aiuto che stanno arrivando da tutta Italia grazie alla rete CAI", afferma il Presidente sezionale Salvetta.

La scuola distrutta di Amatrice

12 settembre 2016 - Sono passati solo pochi giorni dal terribile evento che ha ferito la terra amatriciana e poche ore dall’addio ai nostri morti, e molti di noi ancora non credono che ciò che è accaduto sia realmente successo.
A mente fredda, ma con le immagini ancora vivide dello strazio vissuto, stentiamo a credere che tutto ciò che è accaduto non ha cambiato il nostro stato di montanari abitanti di queste terre che lottano da anni per la sopravvivenza dei loro luoghi, della loro genti, per dare una dignità alle popolazioni, a garantire il presidio di una montagna che lentamente ed inesorabilmente si svuota, uomini e donne che lottano per i propri diritti
come Davide contro Golia.

Ci saremo aspettati che questo nostro combattere quotidiano potesse di colpo essere accantonato, per la pietà che si offre ad un ferito, ferito per aver scelto di vivere sulla sua terra. Ma ciò non è ancora avvenuto. Non abbiamo ancora avuto il tempo di realizzare nelle nostre menti ciò che è realmente e tremendamente successo che ci troviamo di nuovo in campo per lottare contro gli stessi problemi, resi addirittura più acuti dal nostro stato di terremotati senza certezze, casa, amici, lavoro.

Il restare a vivere sulla nostra amata terra, fondamento per una speranza di rinascita, è ad oggi minata da scelte che puntano su direzioni completamente opposte. La mancanza di un piano volto a dare ai sopravvissuti una rapidissima soluzione abitativa temporanea e dignitosa fino alla realizzazione di unità abitative da dove sognare e seguire la ricostruzione dei nostri paesi che sicuramente durerà anni, è disarmante. Ciò è tecnicamente possibile, prova ne è la realizzazione in tempi record della scuola di Amatrice iniziata la scorsa settimana e che sarà disponibile per la riapertura dell’anno scolastico.

Molte famiglie in mancanza di tale prospettiva abitativa hanno già deciso di lasciare la nostra terra, quali effetti avrà sul fragile tessuto sociale tipico delle zone di montagna la scelta di far spostare la popolazione lontano da essa e lontana per mesi dalle proprie radici? Speriamo nessuna, ma ora non si può vivere di sole speranze. Occorrono certezze.

La rinascita di un embrione di vita sociale deve essere garantito, senza di esso non si può parlare di futuro.
La nostra Sezione CAI di Amatrice che già dai primi minuti dal sisma con i suoi volontari a supporto del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino ha continuato il suo naturale impegno per il territorio e la sua Gente, sta lavorando per rendere organiche le proposte di aiuto che stanno arrivando da tutta Italia grazie alla rete CAI nell’ottica di attività volte a coadiuvare la rinascita della vita sociale, vogliamo e dobbiamo farlo, per chi è rimasto e per la memoria di chi non c’è più.

Mi stringo ancora una volta ai tanti nostri Soci che hanno preso i loro familiari e ricordo i nostri Soci che ci hanno lasciato, lasciando un vuoto nella Sezione che colmeremo anche grazie a loro, Rocco, Andrea ed i giovani Caterina ed Emanuel.

Marco Salvetta
Presidente Sezione CAI Amatrice

Le coordinate bancarie della raccolta fondi aperta dal Club alpino italiano sono le seguenti:
Conto corrente “IL CAI PER IL SISMA DELL’ITALIA CENTRALE (LAZIO, MARCHE E UMBRIA)”    
Banca Popolare di Sondrio – Agenzia Milano 21    
IBAN IT06 D056 9601 6200 0001 0373 X15

Segnala questo articolo su:


Torna indietro