Sulle tracce degli animali per imparare a leggere l’ambiente che ci circonda

L'11 febbraio 2018 venti Soci di CAI Rieti e CAI Leonessa hanno effettuato un'escursione nei boschi della Vallonia guidati dagli operatori TAM: al centro lo studio delle tracce degli animali, dal quale si può comprendere il loro comportamento.

Qualcuna delle tracce studiate

27 febbraio 2018 - Finalmente inverno. Un manto bianco ricopre il sottobosco. Tutto uguale, tutto in silenzio. Ma un escursionista sa che in quel posto può rigenerarsi, ritrovare quelle sensazioni che tanto lo affascinano. Sensazioni che solo il contatto con la natura può darti. Ed è proprio questa ricerca che ti porta ad osservare il mondo più attentamente. La tua curiosità è guidata da ciò che incontri: un albero coperto dai licheni, un uccello che si muove tra le fronde. E poi una fila di depressioni nella neve. Un animale deve essere passato di qua. Ma chi? E perché?

L’11 febbraio abbiamo avuto modo di approfondire le nostre passioni escursionistiche nei boschi della Vallonina, un SIC importantissimo della dorsale appenninica in cui nidificano la balia dal collare, il picchio dorsobianco, il gracchio corallino e la tottavilla, tra gli invertebrati sono presenti il lepidottero euphydryas aurinia e il coleottero rosalia alpina e dove il lupo è presente in buona parte dell’anno.

E proprio la presenza del lupo in questo territorio è stata occasione per portare a conoscenza dei soci presenti che nel CAI è presente il Gruppo Grandi Carnivori che valuta con favore il ritorno dei grandi carnivori in Italia, considerando possibile la convivenza dell’uomo con essi, auspicando il loro stabile insediamento e la ricostituzione di popolazioni vitali e socialmente accettate, in grado d’interagire compiutamente con le altre componenti eco-sistemiche anche nel rispetto delle attività agro - silvo - pastorali tradizionali.

Oltre 20 soci delle Sezioni di Rieti e Leonessa, tra cui anche i rispettivi Presidenti di Sezione, si sono ritrovati per il secondo anno con gli operatori TAM e con il socio della sezione di Leonessa Marco Priori,  Tracker di lunga data, geologo, Istruttore Advanced Master della Federazione Italiana Survival e fondatore di una nuova disciplina chiamata Natural Survival. Obiettivo: non considerare più le orme come una serie di piccoli avvallamenti nel terreno, ma ciascuna di esse diventerà un piccolo pezzo del puzzle della vita dell’animale che si sta osservando; da esse se ne intuiranno i movimenti, le azioni ed i pensieri, per rendere le escursioni in ambiente montano più affascinanti, complete e consapevoli.

In una coinvolgente lezione su come riconoscere le famiglie di animali dalle loro tracce, Marco, con l’ausilio di calchi in gesso, ha permesso ai partecipanti di visualizzare le caratteristiche distintive principali delle famiglie di animali, dal numero di dita presenti nell’orma, alle dimensioni, alla disposizione di un’impronta rispetto a quella successiva.

Le splendide montagne del Terminillo e la luce del sole hanno poi fatto da cornice a un itinerario nel bosco dove ogni traccia veniva attentamente analizzata dai partecipanti per comprendere non solo a quale animale appartenesse, ma quale fosse il comportamento dell’animale stesso. Dalle due lepri che si seguivano, alla volpe che frugava tra le rocce in cerca di arvicole. I partecipanti hanno imparato che non è sufficiente osservare semplicemente l’andamento delle tracce di volpe, ma si devono trovare anche segni della presenza delle sue prede.

Tra una serie di orme e l’altra, andando aventi nel percorso i partecipanti, grazie all’esperienza del loro accompagnatore, hanno potuto comprendere come l’intero territorio intorno a noi sia complessivamente l’insieme delle tracce di fenomeni continui, dall’erosione da parte del vento, della neve e della pioggia, all’accumulo nel fondovalle di sedimenti e rocce.

Tutto quello che vediamo intorno a noi è il risultato di milioni di anni di cambiamenti che nel complesso hanno creato quello sfondo in cui amiamo muoverci durante le nostre appassionanti escursioni. Il messaggio è stato molto chiaro: l’ambiente naturale è la nostra casa; sta a noi trattarla con rispetto per ricercare il nostro equilibrio con la Natura.

E il fuoco acceso da Marco con il sistema primitivo dell’archetto a conclusione dell’escursione ha fissato in modo indelebile il ricordo di una giornata che ci ha illuminati su quanto di bello abbiamo intorno e che spesso passa inosservato.

Marco Priori e Monica Festuccia

Segnala questo articolo su:


Torna indietro