Sulla via Ferrata dei Campanili del Latemar con il Cai Reggio Emilia

Fragnelli e Riccardo, della scuola di escursionismo del Club Alpino, condurranno su un percorso attrezzato privo di particolari difficoltà, prevalentemente in quota, circondato da panorami spettacolari, consigliato per escursionisti esperti e allenati

6 agosto 2019 - Sabato 7 e domenica 8 settembre il Cai reggiano ha in programma la Via Ferrata dei Campanili del Latemar con pernottamento al Rifugio Torre di Pisa, tra i più suggestivi delle Dolomiti. «Questo lungo e affascinante itinerario - spiegano gli organizzatori, Sante Fragnelli e Riccardo Moretti, della Scuola di escursionismo Cai - ci condurrà nel cuore del Gruppo del Latemar passando da antiche foreste, verdi malghe per poi inoltrarci in un ambiente roccioso e selvaggio circondato e custodito dalle celebri guglie. La Ferrata dei Campanili del Latemar è un percorso attrezzato privo di particolari difficoltà che si svolge prevalentemente in quota circondato da panorami spettacolari, consigliato a escursionisti esperti e allenati».

Da Obereggen (1602 m), tra la Val di Fiemme e la Val d'Ega, in lieve salita si imbocca il sentiero 18 e, passando da Malga Laner, si arriva alla stazione a monte della cabinovia Oberholz dove si inizia a percorre il sentiero 22 che costeggia la lunga base della Cima Valsorda, fino a incrociare il 516, che si sale fino a raggiungere il Rifugio Torre di Pisa (2671 m), che deve il nome a un pinnacolo obliquo di 20 metri, dove si pernotta. Il giorno dopo dal rifugio si sale con il segnavia 516 alla Forcella dei Camosci e si prosegue con ampia vista sulla desolata Val Sorda, fino alla Forcella dei Campanili, dove si trova l'attacco della ferrata.

«Qui iniziamo la via ferrata - spiegano gli organizzatori - percorrendo il sentiero 511, che si svolge prevalentemente a mezzacosta su panoramiche ed esposte cenge assicurata con cavo e alcuni brevi tratti non attrezzati. Si segnala un unico passaggio maggiormente impegnativo costituito dalla discesa di un impressionante e caratteristico canale creato da un masso incastrato fra le due pareti e dalla ripida salita dalla parete opposta, comunque ben attrezzato. Circa a metà del percorso troviamo le tracce di un sentiero (non segnato) e gli ometti di pietre che ci condurranno alla vicina croce di vetta della Torre Diamantidi (o Cimon del Latemar), a 2842 m. Grandioso e superbo il panorama che ci circonda con splendida vista sul Gruppo del Catinaccio e sul Lago di Carezza che si trova sotto il baratro della parete nord del Latemar. Ridiscesi in breve dalla cima con lo stesso sentiero si continua la ferrata che termina alla Forcella Grande con il sottostante Bivacco Rigatti dove potremo sostare per il pranzo. Proseguiremo poi con il 18 che si sviluppa esattamente a ritroso e sottostante al percorso attrezzato con una lunga traversata che ci riporterà nuovamente alla Forcella dei Campanili. Da qui si ridiscende sullo stesso sentiero dell'andata fino a Forcella dei Camosci e si continua sempre con il sentiero 18 in ripida ma appagante discesa fino alla stazione a monte della cabinovia di Oberholz. Arrivati alla stazione, in base alle condizioni e all'orario si potrà decidere se scendere a Obereggen con gli impianti o ripercorrere lo stesso sentiero dell'andata del primo giorno, avendo anche come alternativa di rientro l'analogo sentiero 9 che parte da Malga Laner».

Sono richiesti abbigliamento e attrezzatura adatti per progressione su via ferrata. Info: www.caireggioemilia.it

Fonte: Cai Reggio Emilia

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