Sulla Statale 131 per dire no agli ecomostri

Cossoine, manifestazione dei sindaci e dei comitati. Poi tutti a vedere le cicogne

Cossoine

C’erano i comitati S’Arrieddu di Narbolia, No chimica verde di Porto Torres, Carraxu di Cagliari, Sa Nuxedda free di Vallermosa, No mega centrale di Guspini, No termodinamico di Gonnosfanadiga, insieme al Wwf, alla Lipu, al Cai Sardegna, al comitato promotore No al termodinamico di Cossoine, a molti rappresentanti del mondo accademico e scientifico (Ignazio Camarda e Marcello Madau, fra gli altri).

E c’erano i sindaci e gli amministratori comunali di Cossoine, Bonorva, Thiesi, Pozzomaggiore, Cheremule, Bessude, Borutta, Giave. Tutti a dire “No” all’aggressione ai territori e agli interventi speculativi in nome della “green economy”, per la difesa della storia, della cultura, dell’identità, della dignità delle persone e dei luoghi.

E’ stata la prima manifestazione regionale contro gli interventi pervasivi delle multinazionali delle energie rinnovabili, quella che si è tenuta ieri al bivio di Cossoine sulla strada statale 131. Ed è stato un primo significativo momento di impegno collettivo – «perché uniti si vince», ha detto più di uno degli intervenuti – a riprendere in mano il proprio destino e a rivendicare con forza il diritto alla scelta del proprio modello di sviluppo.

La manifestazione, promossa dal Comune e dal Comitato per il no al termodinamico di Cossoine, è iniziata intorno alle nove del mattino, con l’installazione del presidio al bivio sulla 131. Più tardi, con la collaborazione dei carabinieri della Compagnia di Bonorva al comando del capitano Gianni Di Carlo, e della polizia stradale, è stata attuata un’azione di rallentamento del traffico, con la distribuzione dei volantini contenenti le parole d’ordine della giornata.

Sul palchetto allestito per l’occasione, si sono succeduti quindi gli interventi dei sindaci di Cossoine, Cheremule, Bonorva, Bessude, Giave, Pozzomaggiore, Thiesi, insieme ai rappresentanti dei comitati No chimica verde, Narbolia, Gonnosfanadiga, Guspini, Vallermosa, Lipu. Poi, si è formato un lungo serpentone di macchine che ha attraversato la piana di Cossoine, ha sostato davanti alle serre di Giave, ed è confluito in una piazzola della zona industriale di Giave dove, con la collaborazione della Lipu si sono potute osservare le cicogne.

La manifestazione si è conclusa con l’impegno di tutti a continuare nella lotta e a ritrovarsi a Cagliari, per portare le rivendicazioni sotto il palazzo della Regione.

Fonte: La nuova Sardegna

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