Sul monte Scorciavuoi con i Soci del CAI Catanzaro

Domenica 11 giugno 2017 è stata raggiunta la vetta della seconda montagna più alta della Sila Piccola (1745 mt) dopo un'escursione tra i boschi di faggi e pini larici.

Un momento della giornata

13 giugno 2017 - Domenica 11 giugno è stata organizzata un'escursione del Cai Catanzaro per raggiungere la vetta del monte Scorciavuoi, che con i suoi 1745 mt è seconda solo al monte Gariglione (1765 mt) tra le montagne più alte della Sila Piccola.

Consultando i vari canali meteo, la giornata doveva essere piovosa, invece per tutta la durata dell’escursione il sole ci ha fatto compagnia ed anche la temperatura è stata molto gradevole. Il nostro cammino è iniziato dalle rive del lago Ampollino, primo invaso artificiale ad essere realizzato in Sila, i cui lavori di costruzione iniziarono nel 1916 e terminarono nel 1927. Alla sua inaugurazione prese parte anche il Re Vittorio Emanuele III.  

Dopo aver attraversato uno slargo adibito a raccolta di tronchi di esbosco, i ruderi di un’antica segheria e guadato il fiume Tassito, ci siamo addentrati in un fantastico bosco di faggio con sottobosco di agrifoglio arboreo, rosa canina e biancospino, accompagnati dalla melodia dei tanti ruscelli e torrenti che lungo il percorso formano stupende cascatelle. Ogni tanto il sentiero si apre su ampie radure, su distese di bianchi asfodeli, su prati colorati dalle fioriture di primavera e dalle felci.

Man mano che saliamo di quota il faggio si trova consociato al pino laricio (Pinus nigra ssp. laricio var. calabrica). Il pino laricio della Calabria è diffuso su tutto l'altopiano della Sila formando grandi foreste di alberi sempreverdi intervallati da vallate. I tronchi possono raggiungere altezze oltre i 45 metri e avere un diametro alla base di circa due metri. Tra le componenti che permettono alla pianta di raggiungere tali altezze è dovuto al fatto che spesso l'albero si presenta in boschi fitti nella quale la poca luce non dà la possibilità ai rami più bassi di crescere, facendoli indebolire e cadere. In questo modo le cime più alte della fronda tendono a svilupparsi in altezza alla ricerca della luce, dando una conformazione molto alta e sottile al fusto, con il tronco praticamente spoglio nelle parti più basse. Alcuni esemplari nati in aree più aperte riescono invece a far crescere il fusto anche diametralmente, raggiungendo diametri intorno ai 2 metri. La grande quantità di resina prodotta dal tronco, la sua robustezza, ha fatto sì che nei secoli scorsi il suo legno fosse impiegato nella fabbricazione di navi e diverse opere strutturali, mentre la resina come isolante e combustibile per torce. Il pino laricio silano è tra gli alberi simbolo della Calabria.

Intanto la salita diviene sempre più ripida, a tratti faticosa, finché raggiungiamo la vetta, dove è posto un punto trigonometrico dell’Istituto Geografico Militare. Una breve e meritata sosta per rifiatare ed ammirare il panorama, per poi proseguire lungo il sentiero che ci conduce su una spettacolare ed ampia radura da dove ammiriamo tutta la vallata del lago Ampollino ed i maggiori rilievi della Sila Grande come il monte Botte Donato ed il Montenero.

Trascorse 6 ore di cammino, rientriamo soddisfatti per la splendida giornata immersi nella magica natura del Parco Nazionale della Sila.

Accompagnatore Ase
Marco Garcea

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