Sul Monte Pisanino, il più alta delle Apuane, con la Sottosezione di Cavriago

Intorno a questa bella e aspra montagna ci sono tante leggende, una di queste dice che i cristalli di cui è formata sono le lacrime di ragazza

12 agosto 2019 - Sul monte Pisanino la Sottosezione "Cani Sciolti" di Cavriago ha in programma una escursione per il primo settembre. Si tratta di una poderosa montagna, la più alta delle Alpi Apuane con i suoi 1946 metri. Sembra una grossa piramide con sommità tronca e sembra molto imponente se guardata dalla Lunigiana e dalla Garfagnana. Gli accessi al Pisanino sono piuttosto impervi, faticosi e presentano sempre tratti in forte esposizione, spesso con qualche passaggio alpinistico, sebbene elementare. Frequentando le Apuane non ci si può tuttavia sottrarre al fascino di questa cima la cui salita, anche per la presenza di tratti in forte pendenza e scivolosi, può essere affrontata solo da escursionisti esperti e allenati.
Intorno al Pisanino si racconta una bellissima leggenda. Due uomini, padre e figlio, fuggirono da Pisa, narra una leggenda, il padre fu ucciso mentre il figlio, ferito, riuscì a rifugiarsi nell'alta Garfagnana dove fu accolto da un pastore e dalla figlia. Questa se ne prese cura fino a innamorarsene ma il giovane morì. Allora padre e figlia lo sotterrarono nel giardino di casa dove ogni giorno la ragazza andava a piangerlo. Ogni sua lacrima divenne pietra e non molto tempo dopo al posto del giardino si era formata un'alta montagna, la più alta delle Apuane, "il pisanino". Ancora oggi si dice che i cristalli che i cavatori trovano nel marmo sono le lacrime della ragazza.
“Dal rifugio della Val Serenaia a 1061 metri di quota - precisano Claudio Bocchi e Nicola Benecchi dei Cani Sciolti - attraverseremo il rio Serenaia e inizieremo a salire per rampe erbose su tracce a volte ben marcate, altre meno, verso la Bagola Bianca. Si tratta di una impegnativa via di salita al Pisanino che si snoda sull'affilata e ripida cresta ovest, caratterizzata dalla presenza di rocce smosse. La Bagola Bianca è il vertice dove convergono due ripide creste. La salita è faticosa, per pendii erbosi abbastanza ripidi, ma senza difficoltà. Guadagnata la cresta vera e propria, seguiremo il filo roccioso fino alla cima della Bagola (1807 m) e alla cresta dove il panorama grandioso spazia dall'Appennino tosco-emiliano fino alle propaggini meridionali delle Apuane. Seguendo la cresta, dove s'innalza il picco della Mirandola, lo sguardo abbraccia il lago di Grapicco della Mirandola e il lago di Gramolazzo 1300 metri più in basso. Sui versanti sud e ovest lo scenario è completato dalle cime dell'Orto di Donna e dal monte Tambura”.
La discesa dal Monte Pisanino seguirà le tracce di sentiero dalla cresta sommitale verso sud-est, pressoché in piano (dall'esposizione, a tratti, ancora sostenuta), fino al canale delle Rose: un diedro molto ripido, reso faticoso dall'irregolarità del fondo, ma privo di difficoltà. “Il sentiero che percorre il canale - spiegano gli accompagnatori - giunge alla foce dell'Altare al centro di un ambiente che non ha eguali per imponenza in tutta la catena apuana. Dalla foce lo stesso sentiero prosegue perdendo quota a balzi. In corrispondenza del Pizzo Altare, procede più tranquillo e scende di quota rapidamente tagliando la base del Pizzo fino a portarsi sotto la foce di Cardeto (1642 m), alla quale bisogna salire per una settantina di metri per tornare nel versante dell'Orto di Donna. Dalla foce, si scende fino a un sentiero che attraversa il bosco e poi un'amena conca Prativa”.
Info: www.caicanisciolti.it.

Fonte: Cai Cani Sciolti di Cavriago

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