"Frequentazione della montagna responsabile per preservare l'ambiente senza arrivare ai divieti"

Questo il concetto ribadito nel convegno di Longarone "Frequentazione responsabile della montagna nell’era dei social network". Questi ultimi vanno usati più per diffondere la cultura della montagna che per ottenere like con le proprie imprese.

Il convegno di Longarone (foto A. Perer)

26 novembre 2018 - Si è svolto sabato 24 novembre scorso a Longarone (BL) il convegno "Frequentazione responsabile della montagna nell’era dei social network".
Organizzata da CAI Veneto, CAI Friuli Venezia Giulia, Comitato Scientifico VFG, TAM VFG, la giornata ha visto la partecipazione di 200 tra soci e persone interessate, che hanno riempito in ogni ordine di posti la sala conferenze di Longarone Fiere. Ben 35 le diverse sezioni rappresentate dai soci all’evento.

Il convegno ha visto la partecipazione di importanti esperti in materia e la partecipazione di numerose autorità.
Dopo i consueti saluti di rito portati dal Presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin, dal Presidente del CAI Veneto Francesco Carrer, dal rappresentante del CAI Friuli Venezia Giulia Claudio Pavan, dal Presidente del Comitato Scientifico Chiara Siffi, dal Presidente della TAM VFG Simone Papuzzi, è stata data la parola a Bruno De Michiel, Presidente della locale sezione di Longarone che festeggia quest’anno i 50 anni di fondazione.

La mattinata è poi entrata nel vivo con un intervento condotto da Davide Berton e Chiara Siffi, che hanno presentato le motivazioni per cui il CAI ha deciso di organizzare questo evento, quali sono le posizioni e l’obiettivo del Sodalizio su questi temi: durante l’intervento sono stati lanciati parecchi stimoli, e anche qualche provocazione con una carrellata di immagini contrastanti, tra quella che dovrebbe essere una montagna rispettata e quella che invece sempre più spesso vediamo banalizzata e a volte umiliata da una non corretta frequentazione che mira spesso a trasferire in quota la frenesia, la confusione e le comodità delle città.

Dopo questo intervento hanno parlato due gestori di rifugi alpini particolarmente toccati dai problemi di sovraffollamento e di frequentazione irresponsabile e spesso cafona.
Renato Leonardi, gestore del Rifugio Papa nel Pasubio, e Sabrina Pais De Libera per il Rifugio Vandelli al Lago Sorapiss.
Entrambi hanno esposto in maniera articolata, appassionata e profonda la loro passione, la situazione attuale, le problematiche riscontrate e quanto potrebbe essere utile fare per frenare una tendenza davvero poco rassicurante nei frequentatori di questi luoghi simbolo. Luoghi che rappresentano la punta dell’iceberg del fenomeno ovviamente molto più articolato e diffuso.

Terminato lo spazio dato ai gestori dei rifugi il prof. Luca Bragazza (Università di Ferrara e Swiss Federal Institute for Forest, Snow and Landscape Research) ha presentato un interessantissimo intervento dal titolo “Danni e problematiche sul suolo e sulla vegetazione a causa dell’eccessiva ed irrispettosa frequentazione della montagna”, lezione che ha evidenziato in modo molto chiaro i danni che il suolo e la vegetazione subiscono in vario modo a seconda del tipo di disturbo e alla frequenza cui vengono sottoposti.
A seguire ha parlato il dott. Luca Rotelli, biologo e faunista specializzato in conservazione e gestione della fauna alpina e degli ambienti da essa frequentata, in relazione ai cambiamenti ambientali, alle attività turistiche e all’attività venatoria.
Il titolo della relazione è stato: Disturbo e problematiche sulla fauna alpina legate alla frequentazione della montagna.
Molto interessanti, dettagliati ed alquanto allarmanti i dati e le esperienze portate alla conoscenza di tutta la platea, che ha potuto rendersi conto come anche attività all’apparenza banali o dallo scarso impatto in certi periodi dell’anno possono essere davvero dannose e pericolose per la sopravvivenza di certi animali specializzati alla vita in quota.

Dopo Rotelli è stata la volta di Simone Papuzzi, Presidente dell TAM VFG, che ha illustrato le problematiche e gli impatti dei mezzi meccanici legati alla frequentazione e al turismo montano sull’ambiente naturale.
Anche in questo caso sono emersi parecchi spunti su cui ragionare e molte situazioni davvero preoccupanti rispetto alla conservazione della natura montana.

Dopo la pausa pranzo i lavori sono ripresi con la prof.ssa Anna Giorgi (Unimont - Università degli studi di Milano) con un intervento dal titolo Proposte per uno sviluppo sostenibile della montagna.
Anche in questo caso numerosi gli spunti interessanti e le possibilità su cui basare uno sviluppo sostenibile e quindi le scelte future in questo campo.

A chiusura del convegno c’è stata la tavola rotonda moderata da Francesco Carrer, con la presenza di Antonio Andrich, Direttore Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, Michele Da Pozzo, Direttore Parco Naturale Dolomiti D’Ampezzo, Marcella Morandini, Direttrice fondazione Dolomiti UNESCO, Giuliano Vantaggi, Direttore DMO Dolomiti (Destination Management Organization), colonnello Paolo Zanetti, Carabinieri Forestali Biodiversità di Belluno, Roberto Padrin, Sindaco di Longarone e Presidente della Provincia di Belluno, Dario Ganz (Dolomitici) Rappresentante dei social network, il prof. Luca Bragazza, il dott. Luca Rotelli e la prof.ssa Anna Giorgi.

Molto ampia ed articolata la discussione, guidata da una domanda specifica per ogni ospite, che ha potuto far toccare e contestualizzare l’obiettivo del convegno nel più ampio scenario della montagna abitata e curata dall’uomo, della necessità di promozione e di turismo per le valli e di idee di valore per il futuro.
Non sono mancati i riferimenti agli eventi disastrosi accaduti alle montagne del Nord-Est a fine ottobre 2018.
Ne è emerso un ventaglio ampio di visioni e di posizioni - a volte contrastanti - che necessariamente devono essere tenute in considerazione nello sviluppare una strategia che veda le nostre montagne valorizzate, ma non banalizzate, abitate e vissute ma non distrutte, frequentate ma rispettate.

In conclusione della giornata il CAI si impegna a lavorare in modo importante al suo interno per favorire una maggior conoscenza dell’ambiente alpino e i comportamenti consoni ad una fruizione consapevole e rispettosa, attraverso formazione ed informazione.
Attraverso una presa di coscienza dei soci e degli organi tecnici su certe tematiche che sono da considerarsi prioritarie e che possano essere seguite da scelte che puntino ad evitare disturbi ed eccessiva frequentazione in zone, periodi od orari delicati per l’ambiente. Che evitino di sponsorizzare la frequentazione di massa verso ambienti delicati e marginali, dove alberga ancora la natura montana più vera che deve poter sopravvivere e condurre il suo ciclo biologico.

Molta strada c’è ancora da fare, anche dentro il CAI, per arrivare ad avere dei frutti su questo difficile terreno. Sarà importante costruire qualcosa di importante e strutturato per arrivare in modo efficace ai soci.
Il CAI resta fedele al principio della libera frequentazione, non ha né la volontà né il compito di mettere divieti, ma vuole costruire una via che porti ad una cultura vera di rispetto e consapevolezza tra chi frequenta la montagna. Prima tra i soci e a cascata verso tutti gli appassionati e i frequentatori estemporanei della montagna.
Su questo fronte sarà importante l’aiuto e la collaborazione dei social network per veicolare buone pratiche, idee, proposte per una frequentazione responsabile ed educata, e che non si limiti solo ad essere contenitore di un’immagine da condividere, di un’avventura da sbandierare al mondo, di una salita da pubblicare per ricevere like, di descrizioni e relazioni di ogni cima che svelano ogni angolo della montagna, anche il più solitario e sconosciuto.

Una giornata intensa, ricca di contenuti che pone le basi per un grande lavoro di squadra da parte del CAI per ottenere qualche piccolo ma prezioso frutto di cui c’è tanto bisogno alla luce della sempre crescente frequentazione delle Alpi.

Davide Berton
Comitato scientifico VFG

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