Soci CAI Catanzaro alla Grave Grubbo (o Grotta Samouri Tourè) nei gessi crotonesi

"Il tempo è dilatato, impercettibile; l’aria di grotta ti attraversa come fossi parte di lei; i suoni sono quasi ovattati ed in lontananza il fiume canta la sua danza senza tempo"

Un momento dell'escursione

5 luglio 2019 - Ogni volta che Madre Terra ci spalanca i suoi portali incantati, per me il viaggio inizia con le parole di Coleridge: "…Alza Kubla Khan dimora di delizie un duomo dove Alf, il fiume sacro, scorre per caverne vietate all’uomo a un mare senza sole…".

E’ così che oggi una variopinta compagnia di amanti della natura in ogni sua sfaccettatura, di neofiti e paleo-speleologi, appartenenti al CAI Catanzaro, calpestava rispettosamente avvolgenti viscere ipogee in corridoi di calcare erosi da aria, acqua e millenni.

Ci troviamo alla Grave Grubbo o Grotta Samouri Tourè, nei gessi dell’alto Crotonese. L’odore pungente dei gessi ci accoglie per primo nel crepuscolo dell’antro, la sua acredine è il preludio di venti quasi impercettibili che accompagnano i nostri passi nel mistero del buio rotto dalla civiltà… In una perfezione che farebbe invidia al miglior chimico, gli elementi si fondono dando vita a concrezioni dalle più spettacolari forme!

Incantano lo sguardo con la loro simmetria aerea, gocce d’acqua che, instancabili, carezzano le pareti abbellendole di lame e tende e assurde forme umanoidi… Il tempo è dilatato, impercettibile; l’aria di grotta ti attraversa come fossi parte di lei; i suoni sono quasi ovattati ed in lontananza il fiume canta la sua danza senza tempo… E’ un mondo incantato ed affascinante che non smette di nutrire l’anima e cullarla in dimensioni ignote a chi non trova il coraggio di avventurarsi e scoprire se stesso scoprendo le nude pendici da cui tutto ha avuto origine.

Dunque…grazie a chiunque abbia iniziato, continuato  o terminato questo nuovo viaggio di scoperta con me, con noi.

Alessandro
CAI Catanzaro

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