Sicuri a cercar funghi

Dopo i cambiamenti meteo degli ultimi giorni ha preso il via la stagione dei funghi. Ecco i consigli del Soccorso alpino e del CAI per diminuire i rischi a cui possono andare incontro gli appassionati della raccolta.

I cambiamenti meteorologici degli ultimi giorni hanno dato il via alla stagione dei funghi: gli infortuni che riguardano questo tipo di attività, molto diffusa e praticata da diversi tipi di persone, di solito sono legati a cadute in luoghi impervi. Ci sono però comportamenti che riducono di molto i rischi e, come sempre, la prevenzione è fondamentale.

Parlare di sicurezza nell'andare a cercar funghi ovvero, sostenere che l'andare a cercar funghi può essere pericoloso, è un discorso inusuale che può creare qualche perplessità.
Purtroppo la perplessità passa in fretta quando si lascia ai numeri il compito di delineare ciò che accade in realtà.

Ogni anno il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico compie numerosi interventi di soccorso in aiuto dei cercatori di funghi. In Italia si registrano mediamente ogni anno circa 300 interventi rivolti a cercatori di funghi, di questi, oltre una ventina perdono la vita.

Per questi motivi il CNSAS della Lombardia, in collaborazione con il Servizio valanghe italiano del CAI, diverse Commissioni del CAI lombardo e la Regione Lombardia, ha realizzato l'opuscolo “Sicuri a cercar funghi” (la cui prima edizione risale al 2002), rivolto alla sicurezza di quanti si dedicano ad andar per boschi alla ricerca dei funghi.

Il messaggio contenuto in questo semplice opuscolo vuole essere uno spunto di riflessione per escursionisti ed appassionati cercatori; a questi si ricorda innanzitutto l'obbligo d’informarsi presso le Amministrazioni Comunali e le Comunità Montane, sulle disposizioni locali che disciplinano i periodi, le modalità ed i permessi di raccolta dei funghi.

“Parlare di funghi significa parlare di bosco quindi di montagna e di terreno impervio: spesso alcuni boschi assumono, per posizione, conformazione ed orografia, i requisiti propri dell'ambiente impervio ed ostile”. Questo uno dei passi introduttivi. “Quest'agevole pubblicazione limita le proprie osservazioni ai problemi ambientali e di preparazione personale che interessano il cercatore di funghi, tralasciando qualsiasi aspetto legato al loro riconoscimento alla raccolta".

Il primo paragrafo è dedicato al bosco, di cui è fondamentale determinare la posizione (ossia la distanza dal parcheggio o dall'abitato), l'accesso e lo stato del terreno. Determinante poi la preparazione personale, sia di fisico che di testa, e l'equipaggiamento (ad esempio gli scarponi da montagna e un abbigliamento dai colori visibili).
Inoltre, se non non si è accompagnati da qualcun'altro è consigliabile comunicare ai familiari il luogo in cui si intende andare.

Questi consigli, e gli altri che seguono, sono quasi scontati per molti dei soci CAI, ma non lo sono per tutti i frequentatori della montagna, molti dei quali sono occasionali.

L'opuscolo, scaricabile qui sotto, è realizzato nell'ambito del progetto “Sicuri in montagna” del CNSAS e del CAI.

Red

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