Si è spento Erich Abram, ultimo superstite della conquista del K2 1954

Uomo a cui il mondo della montagna ha sempre tributato ammirazione e rispetto, è deceduto in serenità la notte tra il 16 e il 17 gennaio 2017.

Erich Abram

17 gennaio 2017 - Si è spento ieri a Bolzano Eric Abram, l’ultimo irriducibile dei “ragazzi del K2”. Socio onorario del CAI, aveva 94 anni. Era stato un grande alpinista, ma soprattutto un uomo a cui il mondo della montagna ha sempre tributato ammirazione e rispetto.

Abram era nato a Vipiteno nel giugno 1922. Otto anni dopo si era trasferito con la famiglia a Bolzano. Con i genitori, in segreto, parlava tedesco – e lo studiava di nascosto con un’insegnante privata in una Katakombenschule – perché nel ventennio fascista dalle sue parti si poteva usare solo l’italiano. Dopo la maturità scientifica, nel 1941 venne arruolato nei Gebirgsjäger e in seguito fu inviato in Caucaso, sul fronte russo-tedesco. Al termine della guerra, fu fatto prigioniero dai Cechi e poi dai Russi, e liberato solo alla fine del 1947.

Ritornato a Bolzano, si fece notare subito tra i dolomitisti di casa per le sue capacità in arrampicata e per l’apertura di alcune importanti vie nuove. Poi, il grande salto: all’inizio del 1954 fu chiamato a far parte della spedizione nazionale italiana al K2. Un’esperienza per lui assai importante, che lo vedrà tra i protagonisti fin quasi all’ultimo campo d’alta quota.

Non solo: al campo base e sullo Sperone Abruzzi, l’alpinista bolzanino venne anche nominato responsabile delle bombole e delle apparecchiature dell’ossigeno. Anche perché in quella materia Abram  sapeva il fatto suo: nel 1950, a Milano, aveva conseguito un diploma presso una Scuola sperimentale per capi tecnici, installatori e conduttori di macchine frigorifere, e perciò aveva molta dimestichezza con ossigeno, manometri e gas.

Negli anni successivi al K2, Abram fu sempre attivissimo in montagna, anche come scalatore. Conseguì anche il brevetto di pilota d’aereo e divenne poi un apprezzato elicotterista, anche in montagna, e non solo sulle Alpi. In occasione dell’indagine storica dei Tre Saggi incaricati dal Club Alpino Italiano di accertare la verità storica sui fatti del 29-30 e 31 luglio 1954 sullo Sperone Abruzzi del K2, la sua testimonianza si è rivelata fondamentale (anche sulle questioni tecniche relative alle bombole d’ossigeno), per ricostruire gli avvenimenti relativi alla parte finale della scalata della seconda montagna più alta della Terra.

Le esequie si terranno venerdì 20 gennaio alle 13.30 nel duomo di Bolzano in piazza Walter.

Red

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