Settimana verde nella Carnia per i seniores del CAI L'Aquila

Dal 21 al 28 agosto 2016 trentadue arzilli "vecchi" soci sono stati nelle Dolomiti Friuliane, nelle verdeggianti alture di Sappada, nelle asperità di Selva Nevea, arrivando al rifugio “Giliberti” per poi visitare Trieste e la Carinzia.

Il gruppo dei partecipanti

4 ottobre 2016 - Verde è stata la settimana (dal 21 al 28 agosto) trascorsa sulle Dolomiti Friulane dai 32 “seniores” del Cai del’Aquila.
I quali, come un tempo ora lontano, idealmente si sono “arrampicati” sulle assolate vette della Carnia, con i ricordi, sospinti dai vari mezzi di risalita fin oltre i duemila metri di quota. Per immergersi entro le verdeggianti alture di Sappada, o nelle asperità di Selva Nevea per rincontrarsi dentro il rifugio “Giliberti”.

Di qui un drappello dei “verdi alpinisti” ha ripercorso tratti, anche difficili, della via per la vetta più alta; mentre alcuni altri si sono “calati” entro le vicine trincee della prima guerra mondiale. Non sono mancati coloro che hanno ammirato la minuscola chiesetta alpina dedicata ai caduti, facendo risuonare la “campana della pace”.

Dalle amate Tolmezzo e Tarvisio il “passo” è stato breve per la Carinzia, dove i “seniores” si sono fermati a Villach per godere della vista del lago di Velden.
La base dei “verdi alpini” è stata però l’Hotel Park Oasi di Arta Terme di Udine. Località altrettanto verdeggiante che affonda le radici nella millenaria storia narrata ai “seniores” da Mauro, albergatore d’eccezione, che ha tracciato, per i suoi ospiti, percorsi eccezionali lungo i boschi ed i torrenti, fino a giungere in una vera e propria oasi, e ciè il suo orto.

Non è mancata ovviamente la parte culturale, con la visita di Trieste e del suo San Giusto, e successivamente con l’ammirazione del santo sepolcro (analogo a quello di Gerusalemme) e degli unici mosaicati pavimenti dei cosiddetti edifici teodosiani del 313, entro la basilica di Santa Maria di Aquleia, oggi dell’Archidiocesi di Gorizia.

Il “cammino” dei trentadue del Cai aquilano si è concluso al Sacrario di Redipuglia al suono del “silenzio d’ordinanza” che ogni sera si diffonde nel cielo per onorare i 60mila caduti ivi sepolti.

Insomma, i “verdi alpini” (anche ultra novantenni come Gigetto Torlone), seguendo un itinerario ideato dal Referente “seniores”,  della sezione Giancarlo Speranza e da Gabriella Torlone che ne è stata l’attenta “guida”, con l’ausilio di Mimma Cococcia, hanno “piantato” ancora una volta il loro “vessillo” sulle Alpi, come sempre.

CAI L'Aquila

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