Settantacinque anni fa l’amara vittoria di Cassin

Superò per primo la nord est del Badile ma perse due compagni

Riccardo Cassin (1909-2009)

Settantacinque anni fa in luglio i lecchesi Riccardo Cassin, Luigi Esposito e Vittorio Ratti portarono a termine la prima ascensione della vertiginosa parete nord est del Pizzo Badile in Val Bregaglia. “Risolto il problema della parete nord della Cima Ovest di Lavaredo”, raccontò all’epoca Cassin sulla “Rivista Mensile” del Club Alpino (ottobre 1937), “esponemmo al Comandante della Centuria Rocciatori il proposito di provare le nostre forze in quel baluardo granitico, definito (…) uno dei più grandiosi lastroni delle Alpi”.

IL DRAMMA. All’evento fu dedicata nel 1987, in occasione del cinquantennale, una grandiosa rievocazione in Val Masino dove si concluse l’avventura di Cassin e dei suoi compagni, due dei quali, i comaschi Molteni e Valsecchi, persero la vita per sfinimento durante la discesa. E’ il momento più drammatico dell’avventura. Valsecchi si accascia senza più reagire. Cassin se lo carica sulle spalle e cerca di scendere. Ma il peso è eccessivo. Così il cadavere viene ancorato a un masso. Quando Molteni si accorge della scomparsa del compagno, cede di schianto. “Ad un tratto si accascia al suolo”, ricorda Cassin che ci ha lasciato nel 2009, “invano trattenuto da noi che cerchiamo di riscuoterlo dal torpore che lo ha invaso, reclina il capo sul petto e senza un lamento rimane esanime nelle nostre braccia”.

L’EPILOGO. Impossibile scendere, in quelle condizioni. I lecchesi improvvisano un terzo, disperato bivacco. A mezzanotte la tempesta si placa. I tre cercano di scaldarsi abbracciandosi, e attendono le prime luci del giorno. L’alba è radiosa, il cielo terso. Si guardano intorno. Sembra una beffa: 100 metri sotto di loro, si vede il nevaio che sta al piede del Badile. Portano fino alla base la salma di Valsecchi, la coprono con il suo sacco da bivacco e scendono verso il rifugio. Il giorno dopo, con una squadra di soccorso, Cassin, Esposito e Ratti recuperano le salme dei compagni.

E OGGI…La nord est del Badile continua a essere, ancora oggi, al centro dell’attenzione nel mondo dell’arrampicata. Tra il 17 e il 18 luglio Rossano Libera, guida alpina e alpinista di Sondrio, vi ha realizzato la prima solitaria e 2a ripetizione, della direttissima “Memento Mori” sulla parete Nord Est del Pizzo Badile. Una via e una salita che Planet Mountain definisce la “più allucinante” della parete.

 

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