Scempio in Val Rosandra, ferma denuncia della XXX Ottobre

Sotto accusa i lavori per la messa in sicurezza di un torrente

Un libro di Dalla Porta Xydias sulla Valle tanto amata dai triestini

Ancora una volta la Sezione XXX Ottobre di Trieste è costretta a intervenire in difesa della Val Rosandra. Questa volta l’intervento riguarda le opere attuate il 24 e 25 marzo dalla Protezione civile per la messa in sicurezza dell’alveo del torrente Rosandra. “Doveva essere un intervento per prevenire problemi di dissesti in caso di piene, sono riusciti a fare peggio di qualsiasi calamità naturale”, è spiegato in un comunicato del CAI. “D’accordo sulla necessità di pulire gli alvei, ma qui si è andato ben oltre la ragionevole pulizia e non ci si dà ragione del perché. I danni sono notevoli, evidenti anche per chi non è un esperto della materia. Quanto è successo in Val Rosandra in nome di scelte tecniche incomprensibili e profondamente traumatiche è sotto gli occhi di tutti, soprattutto di coloro che conservano ancora il ricordo di com’era questo sito prima della ferita, che definire scempio è riduttivo. La XXX Ottobre, depositaria dell’impegno istituzionale del CAI, allibita e profondamente indignata, denuncia questo ennesimo attentato che segna indelebilmente la nostra Valle, amato angolo di Trieste, ambiente di autentica montagna e di sovrana bellezza a due passi da casa nostra. Crede inoltre doveroso porsi il problema di un’eventuale azione per la verifica delle responsabilità e le possibili ipotesi di reato”.

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