SAT: "Sconfinamenti", una giornata particolare al Rifugio Altissimo

Sabato 16 giugno 2018 150 persone, tra rifugiati, volontari, accompagnatori, satini ed escursionisti, hanno ascoltato le storie dei profughi trentini e italiani durante le guerre del '900. "Solo la memoria può salvarci dalle derive autoritarie di oggi".

Un momento della giornata

18 giugno 2018 - Altissimo il nome del rifugio, a 2000 metri, proprio sopra e il lago di Garda e altissima la giornata di sabato 16 giugno per il valore dell’amicizia, che come una corrente positiva ha diffuso propria energia tra tutti i partecipanti. Tanti partecipanti, arrivati anche da Padova, dal Centro di accoglienza Astalli di Trento e da Vicenza, hanno partecipato anche Atas, Fondazione Comunita Solidale e Cinformi.

Salendo senza fretta dopo una breve introduzione della giornata da parte dei responsabili delle comunità di accoglienza e di Claudio Bassetti, ex presidente Sat, e’ stato piacevole lo scambio di conoscenze, la cordialità, quel contesto solidale ed amichevole che predispone all’ascolto ed all’incontro.

Ed ascolto è stato dopo il pranzo, grazie ad una profonda digressione storica da parte di Quinto Antonelli sui profughi trentini della prima guerra mondiale e su quelli italiani ed europei a seguito di un secolo, il 900, denso di guerre, deportazioni, spostamenti degli abitanti delle terre di confine. Un racconto documentato e puntuale che ha lasciato le 150 persone, tra rifugiati, volontari, accompagnatori, satini ed escursionisti, seduti su un dirupo ad ascoltare ammutoliti per più di un’ora.

“La montagna dunque come paradigma di una vita che impone delle scelte - come ha sottolineato Stefano Graiff, presidente  del Centro Astalli di Trento - Devi alzarti, prendere in mano il tuo destino e salire per guardare lontano, in un mondo senza più confini. Dietro le pareti del nostro piccolo mondo c’è una umanità che non si arresta, spinta da quel motore e quella forza che rende l’uomo più grande di ogni altra creatura: la speranza”.

In mezzo alle vestigia della Grande Guerra, che presidiano il piccolo rifugio alpino le parole di Claudio Bassetti che insieme ad Astalli ideò questa iniziativa durante il suo mandato presidenziale in SAT, riecheggiavano come un richiamo sabato pomeriggio.

“Quando arrivi al rifugio nessuno ti chiede da dove vieni, ma se ha sete, se hai fame, se vuoi dormire e dove vorrai andare, per poterti aiutare in caso di necessità e di soccorso - ha ribadito - questo è lo spirito dei rifugi SAT e con questo stesso spirito SAT orienta il proprio operato all’insegna della solidarietà, dell’ascolto, di una umanità viva soltanto se presente ed inclusiva”.

Nel portare i saluti della presidente Anna Facchini, assente per motivi familiari, Bassetti ha rammentato come solo la memoria possa salvarci dalle derive autoritarie. “Un popolo senza memoria ha ricordato, in omaggio alla letteratura - è un popolo senza futuro.”

Memoria di un lontano passato, ma anche memoria più recente sulla nascita e alla caduta del Muro di Berlino, in una straordinaria e coinvolgente performance teatrale da parte di Marco Cortesi e Mara Moschini della compagnia Teatro Civile.

Importanti anche le parole del sindaco di Brentonico Christian Perenzoni: “Iniziative come questa - ha sottolineato ci danno fa forza per portare avanti il principio imprescindibile della solidarietà, che oggi non rappresenta più un messaggio scontato. Il nostro grazie più sentito a Sat centrale, alla sezione di Mori e a tutte le realtà dell’accoglienza per questa significativa giornata.

Alla giornata di ieri ha partecipato anche l’assessore del comune di Mori Roberto Calliari, che ha salutato il coloratissimo popolo del rifugio Altissimo a nome del sindaco Stefano Barozzi.
Lontanissime quanto diversissime le provenienze: Africa, Argentina, Colombia, Brasile, Indonesia, ed alcune famiglie africane con i bimbi al seguito.

Dopo il rinfresco delle 17 offerto dalla sezione Sat di Mori, il rientro a valle, verso nuovi orizzonti, un novo cammino, nella fatica del quotidiano, ma ricaricati da un’energia nuova.

Comunicato Società degli Alpinisti Tridentini

Segnala questo articolo su:


Torna indietro