Sardegna, oltre 70 escursionisti CAI sui sentieri del Tuttavista

Ha organizzato l'escursione il CAI Nuoro, accompagnando i partecipanti tras le cime dei monti tra Oliena e Dorgali, da Omene a Gutturgios.

Uno scatto durante l'escursione

19 marzo 2018 - Sapore forte dell’inverno di metà marzo. Quando la “carovana” del Club Alpino Italiano lascia piazza Vento a Nuoro. Obiettivo Baronia e le giogaie del Monte Tuttavista. Piana di Santu Martine, tracce di grandi imprese agricole e il Cedrino che solca la piana col suo carico d’acqua dalle falde del Gennargentu. Scende placido verso il mare. Spaventa quando si sveglia. Eppure è stato sempre la grande madre di queste contrade. Divinità laica che ha prodotto e produce beni primari, ha ispirato romanzi e poesie, ha sedotto contadini e capitani d’industria, ha visto passare la storia di castelli, giudicati, diocesi e comunità.

Ci accoglie la periferia di Galtellì, la montagna è fasciata di cirri e cielo plumbeo. Si va ancora su con la fila di auto, verso Muru, piana di Dorgali, all’ombra di Monte Irveri, Bardia e Tului. Vigne ordinate, oliveti e campi arati. Si scollina su una mulattiera, a tornanti stretti e impossibili, Sa Serra ‘e Dorrole quasi ai piedi della grande Statua bronzea del Cristo. Squarcia il cielo che si carica d’acqua. E’ protettivo di mondi distanti. Ha braccia tese verso orizzonti lontani, forse vorrebbe unire popoli e culture. Qui qualche anno fa il primo incontro delle grandi religioni del pianeta.  Si affaccia sulle storie nuragiche di Janna ‘E Pruna, sulla foresta di Norghio e sui resti della chiesetta di sant’Elene. Ha inizio il percorso, zaini colorati, scarponi a battere pietraie di calcare.

Dirigono l’escursione i soci di Galtellì Salvatore Corraine, Giuseppe Chessa, Paolo Masala, Giovanni Puddu, Giuseppe Rodriguez, con gli esperti e titolati Cai, Giancarlo Paba e Antonio Mura. Discesa verso Tres Puntas e appare maestosa, con i suoi misteri, monumentale, “Sa Preta Istampata”. Finestra al limite della fantasia, si spalanca su monti e pianure, fiumi e paesi, incastro tra natura, paure, forza e vitalità. L’ha resa così un architetto che si muove col vento.  Dietro la vetrata immaginaria, le cime di monti tra Oliena e Dorgali, da Omene a Gutturgios. Scale di fango a rendere difficile il percorso. Il maestrale sferza i volti, pioggia battente. La chiamano questa parte: “In uve è ruta minuta”. Ricorda la donnetta, morta in questi luoghi scoscesi, mentre raccoglieva legna e ghiande.

Tracce di sentieri antichi, caprai e carbonai, nella foresta di Chichine, sino a “Pratas atas” Il belvedere sopra Su Lutrau ‘e Sos Poios. Le valli giù, accolgono la primavera che trasforma, quasi trasfigura la piana del Cedrino. Passaggi tecnici e saliscendi, sopra Mandra ‘e Caddos, Palumbrosa e S’Iscalarva. Il gruppo sale aggrappato alle rocce. Pioggia e grandine, in un alternarsi di nubi basse e di venti impetuosi.

I 70 escursionisti Cai percorrono in fila indiana Sa Serra. Altipiano di arbusti, di quella macchia selvaggia mediterranea, sentieri appena abbozzati. Orizzonti lontani sino ai faraglioni d’Ogliastra e Capo di Monte Santo. Sotto, le cave. Il monte abraso e violato. L’economia e il bisogno di lavoro non dà tregua. Si conclude l’escursione, mentre le nuvole diradano verso il golfo. I soci Cai, sotto le piante di lecci e filliree di  Su Dorrole,  ringraziano il Presidente Giancarlo Paba che tra qualche giorno conclude il suo mandato.

Matteo Marteddu
Responsabile comunicazione Cai Nuoro

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