Rocco Papaleo al Trento Film Festival, tra significati del camminare, bellezze lucane e monologhi esistenziali

Sala della Filarmonica stracolma, ieri sera a Trento, per una serata che ha trattato argomenti profondi con un filo costante di ironia.

Un momento della serata

29 aprile 2018 - Una serata che ha messo in mostra la bellezza del camminare e le meraviglie naturalistiche della Basilicata, senza tralasciare aspetti interiori profondi, come l'accettazione della perdita della madre o di un caro amico. Ma sempre con un filo di ironia.

Questa l'estrema sintesi della serata di ieri al Trento Film Festival, denominata “Camminare mi piace”, che ha visto protagonista l'attore, regista, sceneggiatore e musicista Rocco Papaleo, che ha dialogato con Raffaello Fusaro, accompagnati, al pianoforte, da Arturo Valiante.

“A me camminare piace, non nel senso di passeggiare, ma per spostarsi da un luogo a un altro. Una passione ereditata da mio padre, che camminava molto, anche se solo avanti e indietro per la piazza del paese”, ha esordito Papaleo, tra applausi e risate. “Una passione dovuta anche al pane e frittata di mia madre, che mi dava come pranzo prima di uscire. Se togli mia madre, il pane e frittata non è la stessa cosa, e se togli il pane e frittata, mia madre non è la stessa cosa”. La mamma di Rocco è purtroppo scomparsa qualche settimana fa, a Trento è stata la prima occasione in cui ne ha parlato per la prima volta in pubblico. Papaleo lo ha fatto presente simpaticamente, quasi ridendo, ma si vedeva che era emozionato.

Il segreto per camminare secondo Rocco? “Passo sostenuto, e quattro, cinque argomenti a cui pensare: poi i pensieri corrono e tutto diventa bellissimo”.

La serata, in una Sala della Filarmonica stracolma, è proseguita tra musica, aneddoti e tanta, tanta Basilicata, descritta da Papaleo in modo esemplare. “Se parti dai 20 km della costa tirrenica, la più bella, anche perchè ci sono nato, all'inizio è tutto bosco, una natura rigogliosa, verdissima. Poi, arrivati nel materano, il paesaggio si fa arido, quasi lunare, sembra di essere in un sogno. E poi c'è Matera, con i sui sassi, che racchiude tutto ciò che di bello ha la regione”.

L'evento si è concluso con l'invito di Papaleo al pubblico ad accompagnare una sua canzone alzandosi in piedi e mimando il passo della foca. All'inizio c'è stato un naturale imbarazzo, sfociato poi in un momento entusiasmante, “che resterà nella storia”, come ha detto Rocco.

Lorenzo Arduini

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