Rifiuti tra la Roccia e l'antica «regia trazzera»: la denuncia del CAI Belpasso

La scoperta in occasione di uno studio di fattibilità di un sentiero-natura nell'area est di Belpasso.

Rifiuti nella zona di Belpasso

In occasione di un sopralluogo effettuato per lo studio di fattibilità di un sentiero-natura tra le zone ancora non edificate dell'area est di Belpasso, tra la Roccia e l'antica "regia trazzera", i soci del Cai di Belpasso, attivi anche come "sentinelle" del territorio, hanno rilevato «diffuse discariche abusive di rifiuti, inerti e zone in cui viene effettuato movimento di terra, forse abusivamente, da parte di imprese edili».

È questa la fotografia lapidaria, realizzata dalla Sezione sullo stato del territorio di queste campagne belpassesi che conservano alcuni tratti tipici della civiltà etnea, anche tra cumuli di pneumatici ed eternit. Con una lettera indirizzata al sindaco di Belpasso, Carlo Caputo, al presidente del Consiglio comunale, Salvo Licandri, il presidente della locale sezione del Cai, Pietro Sambataro, ha richiesto un'immediata bonifica delle zone a est della circonvallazione e antica regia trazzera, nonché la progettazione e collocazione di un sentiero naturalistico.

La Sezione Cai, nella lettera indirizzata alle istituzioni cittadine, nel rendersi disponibile all'avvio di una collaborazione, ricorda che il territorio in questione è proprio di particolare pregio storico e naturalistico.
«Nella periferia belpassese, infatti, si trova una parte della storica colata del 1669, che seppellì l'antica Malpasso e vari muretti in pietra lavica a secco» che suddividono i vari appezzamenti di terreno a testimonianza dell'attività agricola negli anni passati.

L'input all'amministrazione cittadina è stato lanciato al fine di «incoraggiare la fruizione di questa antica carrareccia per creare un sentiero naturalistico» che possa far apprezzare ai turisti l'antico acquedotto "Traccia dell'acqua", le "grotte de Taddariti 1 e 2", i vari stadi della colonizzazione della colata lavica. In questo percorso, sono anche presenti le famose "torrette" ed un altarino votivo.

«Riteniamo importante - scrivono nella lettera i soci del Cai - che soprattutto i più giovani conoscano le nostre origini e imparino ad amare l'unicità del nostro paesaggio naturale».

Fonte: La Sicilia ed. CT

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