Raduno silenzioso per rispettare l'orso in Val Palantina

Domenica 9 novembre alle 9.30 al villaggio cimbro di Pian Canaie per parlare della stabilizzazione del grande predatore nella foresta del Cansiglio

La Val Palantina

Raduno degli ambientalisti, domenica 9 novembre, nella valle dell’orso, la Palantina, con un preciso impegno dettato dagli organizzatori: la protesta dovrà essere silente per non disturbare il plantigrado, probabilmente in letargo proprio a quelle alture. L’incontro è quello tradizionale di San Martino, anche il presidio si terrà nel solito sito di casera Palantina, con probabile ascesa all’omonima forcella, ma da qualche mese questa è diventata la terra di Madi o del plantigrado che l’ha sostituito. Ripetutamente, infatti, è stato avvistato da queste parti, tra l’altro a poche decine di metri dalle radure frequentate da Mountain Wilderness, Ecoistituto, Cai, Legambiente e dalle altre associazioni che da oltre 20 anni danno vita all’appuntamento di metà autunno. A tema, dunque, la stabilizzazione del grande predatore nella foresta del Cansiglio, sulla quale non hanno nulla da dire neppure gli allevatori, anzi Paolo Casagrande e Franco Pianon considerano questa presenza una opportunità in più di richiamare turisti (a patto che, sostengono, la Regione assicuri i contributi per il risarcimento dei danni). Ma ci sono altri temi che alpinisti ed ambientalisti hanno messo a punto per il raduno che anche quest’anno potrebbe svolgersi sotto la neve (anticipata).

Mentre la Regione ha deciso di mettere in sicurezza l’hotel San Marco, il golf, l’ex caserma Bianchin ed il rifugio Sant’Osvaldo, senza inserirli nel registro delle alienazioni, sul territorio ci sono i Comuni che introducono forme inaccettabili (così almeno la pensano Vittorio De Savorgnani e Michele Boato, ovvero l’anima della manifestazione) di sfruttamento del territorio.

Ecco, pertanto, un rinnovato no al parco eolico in cima al monte Pizzoc e no pure al progetto di collegamento fra l’Alpago e Piancavallo. Impianti di risalita e piste da sci, infatti, ipotizzate ancora negli anni Ottanta, non sono rientrati come obiettivo, per cui gli ambientalisti confermano il loro no. Vinta la battaglia perché non fosse ucciso neppure un cervo (il loro numero si è notevolmente ridotto, così pochi sono stati i bramiti), gli organizzatori lanceranno dalla Val Palantina quella per salvare i daini, la cui presenza comincia a farsi notare anche all’ombra dei faggi. E poi un tema nuovo, che farà discutere Comuni e parrocchie. «Gli uni e le altre, ogni anno, chiedono grandi abeti da installare nelle piazze come alberi di Natale. Non è una pratica nuova, ma un continuo impoverimento dei soggetti migliori dal punto di vista estetico. Chiediamo uno stop al taglio degli alberi isolati in mezzo ai pascoli, un sacrificio eccessivo – così la pensano De Savorgnani, Boato e gli altri organizzatori del raduno – per poche settimane di esposizioni. Anche se si tratta di una tradizione, si usino alberi di minore importanza ecologica o da vivaio, anche se di dimensioni più ridotte". L’appuntamento di domenica 9 è alle 9.30 al villaggio cimbro di Pian Canaie.

Fonte: Corriere delle Alpi

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