Quasi 70 partecipanti alle due escursioni del CAI Vercelli al Pont d'Ael

A loro, domenica 8 aprile 2018, si sono aggiunti i 17 delle Sezioni di Aosta e di Chatillon, per percorrere i sentieri della zona per risalire da Aymaville (650 m) agli 892 m di Pont d'Ael.

Un momento della giornata

11 aprile 2018 - Dopo la bella inaugurazione delle escursioni di primavera domenica 25 marzo, quando il meteo davvero favorevole ci ha permesso di compiere una bella camminata nel territorio finalese tra Noli e Varigotti, domenica 8 aprile ci siamo spostati in ambiente più tipicamente di montagna, alla scoperta del territorio di Aymaville, che sorge ai piedi della ben nota valle di Cogne, Aosta.

51 i partecipanti da parte della nostra sezione, che sommati ai 17 presenti della sezioni di Aosta e di Chatillon, hanno portato a quasi 70 persone il complesso dei presenti che, si sono divisi in due gruppi a percorrere i sentieri della zona per risalire da Aymaville, m. 650 ca, agli 892 m. di Pont d'Ael, piccolo villaggio posto su uno sperone sopra le bastionate rocciose scavate dal torrente Grand Eyvia.

Arrivati ad Aymaville abbiamo trovato i due responsabili del gruppo delle sezioni ospitanti, Fabio Dal Dosso, C.A.I. Aosta, e Diego Musso, C.A.I. di Chatillon, che insieme ai loro collaboratori e amici ci hanno accompagnati dandoci nei diversi momenti della giornata interessanti informazioni e spunti che solo persone del luogo possono conoscere. Parimenti, chi più dei locali può essere a conoscenza di ogni sentiero, di ogni bivio, di ogni tratto di strada poderale? E così la presenza degli amici valdostani, oltre che piacevole e di compagnia, si è rivelata davvero essenziale, sin dai momenti di definizione del programma, o meglio, dei programmi, della giornata, fino all'effettuazione delle escursioni.

Nel 2016 per festeggiare i propri 150 anni di vita la sezione di Aosta è stata incaricata di organizzare sul proprio territorio la gita di escursionismo C.A.I. LPV, di raggruppamento interregionale Liguria-Piemonte-Valle d'Aosta.
Dato che purtroppo non abbiamo potuto partecipare in quella occasione, ci siamo sempre riservati la possibilità di replicare, anche perché l'attrattiva di questa porzione di territorio è costituita, oltre che per gli amanti della montagna dal percorrere i sentieri, per tutti dall'imponente ponte romano di Pont d'Ael, che è stato a partire dal 2009 al centro di una serie di lavori di ricerca, restauro e valorizzazione finanziati con fondi europei, oltre alle campagne di scavo archeologico effettuate sia sul camminamento superiore sia lungo la sponda in sinistra orografica del torrente.

Così, affidatici alla competenza e conoscenza dei luoghi di Fabio, Diego e i loro compagni, abbiamo pensato di organizzare una giornata che desse la possibilità ai più di conoscere, ciascuno secondo le proprie capacità e inclinazioni rispetto alla frequentazione della montagna, questa area, naturalmente percorrendo sentieri e poderali.
Tra gli svariati percorsi che si possono individuare, ce ne sono stati proposti due, nei quali ci si è divisi pressoché in maniera equa. Uno ha permesso di compiere un piacevole giro ad anello, di una dozzina di km, di bassa quota, con un dislivello sui 350 m. ca, da Aymaville a Pont d'Ael, da cui, dopo la visita al ponte-acquedotto, ci si è portati nuovamente ad Aymaville. L'altro è stato articolato in modo da permettere al gruppo di risalire antiche mulattiere nei boschi, con una breve tappa all'agriturismo "Il noce e la strega", presso Champleval Dessus, presso il quale sono stati spiegati i principi dell'agricoltura biodinamica, per poi, attraverso una strada poderale a servizio un tempo del Ru costruito nei primi del Novecento, passare nel versante della Valsavarenche - della quale si sono potute da questo percorso altamente panoramico osservare alcune grandi slavine di questo inverno senza fine. A quota 1.200 m. circa, si è imboccato un ripido sentiero che in breve ha portato gli escursionisti sul punto più alto della giornata, Petit Poignon, m. 1.576, dove si è potuta calpestare anche un po' di neve.

Pranzo al sacco, foto ricordo e ci si è incamminati lungo la poderale in un fresco bosco misto fino ai villaggi attraversati la mattina, da cui si è imboccato il sentiero che ha permesso di percorrere il versante sulla sinistra orografica della valle scavata dal torrente grand Eyvia, con vista dall'alto del ponte romano, scorgendo parte del panorama che si sarebbe potuto vedere in una giornata limpida. Da Petit Poignon con cielo sereno si sarebbe potuta ammirare l'imponente Grivola e in lontananza anche il Monte Bianco. Nonostante il cielo nuvoloso, domenica si è potuta intravedere almeno la Point de la Pierre, sopra Ozein, e sopra Pila, e dall'altro lato della valle principale, il Mont Fallère e le cime che contornano Aosta, Becca di Viù e Mont Mary.

Ma tornando all'escursione, siamo ormai al termine, si percorre un ultimo tratto di "sentiero-natura", nella cui zona in virtù del clima arido, si può osservare un'interessante varietà di flora e fauna, in particolare rare specie floristiche di origine steppica e mediterranea e ben 11 specie diverse di rare Orchidee e 96 specie di farfalle che animano il paesaggio.
Arrivati al ponte romano, dopo aver percorso circa 17 km per quasi 1.100 m. di dislivello (escursione di soddisfazione!), la guida Roger ne spiega la storia al gruppo. Pont d’Aël è costituito da una grandiosa opera in muratura e blocchi di pietra da taglio, alta circa 56 metri e lunga più di 50. La struttura comprendeva un passaggio coperto di una larghezza di circa 1 metro e un canale superiore scoperto, col fondo in lastre di pietra, che permetteva lo scorrimento dell’acqua captata da sorgenti situate sulla riva sinistra del torrente, a 3 km circa di distanza. Dall’iscrizione posta sul fronte nord si può conoscere la datazione dell’opera, risalente all’anno 3 a.C., e la proprietà in capo a Caius Avillius Caimus originario di Patavinum (Padova).
Il gruppo che ha percorso il primo itinerario, ad anello, ha pranzato nei pressi del villaggio e ha potuto visitare il ponte romano nel primo pomeriggio per poi incamminarsi sulla via del ritorno; il secondo gruppo ha visitato il ponte ormai a metà pomeriggio, atteso dal pullman per poi ricongiungersi con il primo gruppo ad Aymaville.

Non resta che concludere in un momento conviviale la stupenda giornata vissuta in valle d'Aosta. Il bar Limonet, a Charvensod, località Pont suaz., ci ha accolti con tipicità locali e arredo di un tempo, conserva anche un particolare crotto interrato, nei pressi del quale tutti insieme abbiamo potuto brindare alla piacevolissima e interessante giornata regalataci dai C.A.I. di casa.
Un sentito ringraziamento a Fabio, Diego e tutti i loro compagni che ci hanno permesso di vivere e vedere con i loro occhi territori di montagna che presentano tanti piccoli gioielli, oltre che naturali, testimoni di epoche passate...
Alla prossima escursione insieme, chissà, magari in Valsesia.

Appuntamento con il proseguio del programma di escursionismo 2018 del C.A.I, Vercelli, con l'escursione di domenica 22 aprile, quando torneremo in Liguria, a Levant.
La giornata prevede il trasferimento in pullman fino a Framura, alle porte del Parco Nazionale delle Cinque Terre, dove scenderemo a piedi passando per le sue diverse frazioni con splendida vista mare; saliremo sul sentiero Verde Azzurro per ridiscendere a livello mare a Bonassola, antico borgo di pescatori.
Da qui percorreremo un tratto della vecchia ferrovia abbandonata dal 1970 in seguito allo sviluppo della ferrovia Sestri Levante - La Spezia e, dopo anni di lavori e conversione del tracciato, adibita a ciclopedonale dal 2010, per giungere così a Levanto, dove ci recupererà il pullman.

Informazioni e adesioni: sede C.A.I. mart. e ven. h. 21.15 -23, tel. 0161-250207, info@caivercelli.it, Daniela Coppo (349-7715020, ore serali) oppure Simone Turco (339-8543618, ore serali).

CAI Vercelli

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