Prosegue la rassegna del CAI Mestre filMontagna 2014

Giovedì 27 novembre presso il Centro Culturale Candiani sarà proiettato il film "W di Walter"

La rassegna di film e documentari "filMontagna 2014" organizzata dalla Sezione CAI di Mestre con la collaborazione dell'Ufficio Attività Cinematografiche del Comune di Venezia e del Centro Culturale Candiani prosegue giovedì 27 novembre 2014 quando ale ore 21:00 verrà proiettato il film di Rossana Podestà e Paola Nessi "W di Walter".
Walter Bonatti raccontato dalla donna che lo ha amato per più di trent'anni, Rossana Podestà.
Alla serata che si svolgerà presso il Centro Culturale Candiani P.zzale Candiani, Mestre sarà presente anche Paola Nessi; l'ingresso è libero.
Il film è un regalo che Rossana Podestà ha voluto fare al suo Walter a poco meno di due anni dalla scomparsa del grande alpinista.

Rossana, dalla loro splendida casa di Dubino in Valtellina, racconta la vita di Walter da quando era un bambino con già le mani forti e lo sguardo intelligente, agli ultimi giorni della sua vita quando, nella loro casa all'Argentario, Walter, ancora sorridente, si faceva fotografare da Rossana davanti ad uno splendido tramonto.

Così Rossana scegliendo di volta in volta angoli diversi della casa, sempre con il suo sorriso e la sua naturale eleganza, racconta le grandi imprese di Walter così come Walter le aveva nel cuore e come solo lei poteva sapere. E le sue parole sono rafforzate dalle immagini di repertorio, in gran parte inedito, in cui, ad esempio, un Walter giovanissimo, ospite in uno studio della appena nata Rai di Milano, con timidezza ed un certo imbarazzo, racconta la famosa notte sul K2. Quella notte in cui, come Walter stesso scriveva, avrebbe dovuto morire. E poi l'impresa solitaria sul Dru, splendido pilastro del monte Bianco, quella fatica di cui Walter aveva bisogno per dimenticare le amarezze del K2. Così, via via, Rossana racconta le imprese di Walter che hanno fatto storia e che sono state assiduamente documentate dagli inviati della Rai ad Aosta.

La parte dedicata all'alpinismo si chiude con il capolavoro di Walter sulla nord del Cervino, (siamo nel 1965) quell'invernale in solitaria con cui Walter saluterà per sempre l'alpinismo estremo. E come un capolavoro Rossana ha voluto montare la sequenza: in modo lirico ed intenso Rossana racconta quei lunghi e freddi giorni in parete e i motivi dell'addio usando come colonna sonora la musica che Walter amava e avrebbe voluto proprio per il suo Cervino: il potente, intenso e a tratti struggente preludio al Lohengrin di Richard Wagner.

Così, grazie ad una lenta dissolvenza a nero, si volta pagina e appare, in una bella luce, la mitica macchina da scrivere di Walter, quella che lui non abbandonerà mai nonostante l'arrivo delle nuove tecnologie. La macchina è ancora lì sulla scrivania dello studio di Walter illuminata dalla luce della sua finestra, quella che incorniciava il monte Legnone. Così Rossana racconta Walter esploratore e sfoglia i suoi servizi su Epoca soffermandosi qua e là per raccontare qualche storia. Ma non solo: Rossana trova nel garage di casa delle pellicole 16mm di cui non conosceva il contenuto per poi scoprire che era materiale inedito in cui Walter esplora, questa volta ripreso e non solo fotografato, non meglio definite giungle, pesca a mani nude in mari caraibici o pagaia in canoa lungo torrenti equatoriali. Materiale inedito e straordinario che Rossana ha voluto regalare a questo film.

Poi per Walter finisce improvvisamente, per incomprensioni con il nuovo direttore, il periodo delle grandi esplorazioni di Epoca e il suo rapporto con la Mondadori. Siamo alla fine degli anni settanta, Walter vive da solo a Milano, è divorziato, ed è un uomo di quasi 50 anni che deve reimpostare tutta la sua vita. Ed è proprio in questo periodo che incontra Rossana, nota attrice del cinema internazionale e grande ammiratrice di Walter esploratore. Rossana capirà subito la situazione di Walter e con grande amore si metterà al suo fianco, rinunciando al suo mondo, quello del cinema, che del resto lei non amava più. Diventa così la sua ombra, ma solo in apparenza: anche se non raccontato in modo esplicito, si intuisce nel corso dello svolgimento del film che in realtà Rossana diventerà il pilastro della nuova vita di Walter.

Rossana, spostandosi ora nella cucina, il cuore della casa, racconta la loro vita insieme trascorsa tra Dubino e l'Argentario. Ma fatta anche di viaggi con i loro amici in posti estremi del mondo ed impegni pubblici. Racconta della Laurea Honoris Causa data a Walter, della Legion d'Onore, della fioritura del loro giardino e si diverte a prenderlo anche un po' in giro (con una sottile ironia) grazie al montaggio di una esilarante clip dove si sente la voce Walter dietro la sua macchina da presa che dirige, come un consumato regista, la malcapitata Rossana in cammino ai piedi del Monte Bianco ...

Poi, come in un valzer, scorrono le foto di Walter e Rossana insieme partendo da quella foto che testimonia l'unico bacio che Walter ha concesso in pubblico a Rossana.
Infine il racconto leggero e discreto della malattia, degli ultimi giorni di vita di Walter ma anche un'ultima dichiarazione d'amore in cui Rossana riassume, in poche parole, i tanti anni trascorsi insieme e di come, così diversi, lentamente sono scivolati l'uno nell'altra, per non lasciarsi più. Sul finale ancora un ultimo omaggio ai sorrisi di Walter sullo sfondo di quel mare del piccolo cimitero di Porto Venere dove Walter è andato ad aspettare Rossana.

Il film-documentario è nato da un'idea di Rossana Podestà come ultimo omaggio al suo Walter. E' un film a due voci, quelle di Walter e Rossana, ed è stato pensato, girato e montato interamente, nel corso dell'estate 2013, da Rossana Podestà e Paola Nessi nella casa di Dubino, la casa simbolo della loro vita insieme.
E' stato proiettato per la prima volta, e in forma non ancora definitiva, a Trento il 13 settembre 2013 in occasione del secondo anniversario della morte di Walter, con grande consenso di pubblico.
E' stato successivamente sistemato e migliorato dalle due autrici e Rossana ha potuto vedere e dare il consenso alla nuova versione pochi giorni prima della sua improvvisa scomparsa. Ha lasciato così la sua intensa ed ultima testimonianza ad un grande uomo ed al grande amore che li ha uniti.

PAOLA NESSI

Paola Nessi è nata a Lecco, dove vive, il 22 Febbraio 1967 Conseguito il diploma di maturità (1986), inizia subito a collaborare come operatore di ripresa con l’emittente televisiva locale “Tele Spazio Lecco”.
Nel 1987 si iscrive alla scuola professionale CTC (Centro per le Tecniche Cinetelevisive) di Milano.
Il 27 novembre 1989, superata brillantemente la selezione, viene assunta a tempo indeterminato dalla Rai Radiotelevisione Italiana - sede di Milano.
Oltre alla età molto giovane (22 anni), Paola può vantarsi di essere stata la prima donna ad essere assunta dalla Rai con il ruolo di Operatore di Ripresa.

In Rai Paola si specializza subito nelle riprese documentaristiche e di reportage. Oggi Il suo nome è ormai legato al programma “Il Fatto” di Enzo Biagi (Raiuno - in prima serata - sino al 2002). Paola firma la Fotografia di numerosi reportage che Biagi realizza in tante parti del mondo e restano indimenticabili gli “Speciali” de “Il Fatto” girati a Cuba, in Russia, in Polonia, in Sudan in sperduti villaggi nella Savana, nelle bidonville in Kenia, nel Kosovo durante la guerra e sotto i bombardamenti di Belgrado.

Con Biagi, unico giornalista della stampa estera ad essere ammesso all’interno dell’area della tragedia, Paola è stata la prima cameraman non americana a riprendere il Ground Zero. Paola resterà sempre vicina a Biagi e, nell'ultimo anno di vita del giornalista, allestirà uno studiolo, ricalcando quelli in Rai, nell'abitazione del giornalista così da permettergli di svolgere il lavoro senza spostamenti ormai insostenibili a causa della grave malattia.

Di quest'ultimo programma, “RT Rotocalco Televisivo”, Paola cura la Fotografia e la parte tecnica.
Dopo questi anni di un’esperienza unica ed irripetibile Paola assume, con la qualifica di Primo Operatore, la responsabilità di diversi programmi televisivi all’interno dei palinsesti Rai e nel 2011 supera brillantemente l’assessment interno Rai per il raggiungimento della qualifica di Regista Rai.

Questa nuova sfida permetterà ora a Paola di sviluppare all’interno di Rai la nuova figura professionale del “Videomaker”, figura che consoliderà sempre di più le proprie caratteristiche occupando così quei nuovi spazi che sono ormai definiti all’interno delle moderne dinamiche della produzione televisiva dell’azienda.

Accanto all'attività svolta ormai da più di vent'anni in Rai, Paola ha deciso di offrire la propria professionalità e le proprie capacità di Videomaker anche a chi desiderasse realizzare prodotti "tagliati" in un modo narrativo diverso dalla consuetudine.

E' così che Paola inizia a realizzare prodotti destinati al mondo delle aziende (filmati promozionali), delle attività culturali, delle Associazioni, delle Istituzioni Pubbliche ma anche docufilm e videoclip tra i quali numerosi documentari sulla storia, le tradizioni e le bellezze del territorio.

CAI Mestre

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