Progetto culturale ‘StambeccoOrobie’: primi bilanci a un mese dall'inizio del progetto di CAI bergamasco e Provincia di Bergamo

220 gli scatti raffiguranti gli stambecchi nel Parco delle Orobie Bergamasche finora pervenuti, scatti spesso georefernziati, dunque importanti come strumento di monitoraggio della popolazione di questi ungulati.

24 agosto 2017 - A poco più di un mese dall’inizio del progetto culturale  ‘StambeccoOrobie’ e nel pieno della stagione estiva in montagna, questi i primi bilanci del progetto di osservazione partecipata dello stambecco sulle Alpi Orobie bergamasche.

“Il Contest fotografico StambeccoOrobie ha stimolato una rinnovata passione e riscoperta frequentazione dei percorsi e ambienti alpini sulle Orobie bergamasche, con una grande partecipazione al progetto di osservazione scientifica e naturalistica, e ricevuto oltre 220 emozionanti scatti fotografici - commenta Paolo Valoti, Presidente della Sezione del CAI di Bergamo - molti dei quali di grande qualità, pubblicati e votati con numerosi “Like” sulla pagina Facebook dell’iniziativa che ad oggi ha raggiunto oltre 30.000 visualizzazioni totali ed è seguita da 500 appassionati”.

Le fotografie inviate dagli escursionisti che frequentano i sentieri e rifugi del Parco delle  Orobie Bergamasche, in questa calda estate, ci mostrano preziosi e curiosi attimi della vita e della socialità di questo maestoso animale, simbolo stesso delle nostre Alpi.

"Queste immagini – dichiara Matteo Rossi Presidente della Provincia di Bergamo - insieme alle numerose cartoline di segnalazione inviate dagli appassionati di montagna, dimostrando grande attenzione ai dettagli e al comportamento degli stambecchi incontrati durante il loro cammino spesso proprio in prossimità dei rifugi, permetteranno di identificare le zone delle Orobie bergamasche maggiormente frequentate da questo incredibile ungulato selvatico e di ottenere informazioni aggiornate sulla distribuzione della sua popolazione".

Il successo dell’iniziativa è dovuto anche al fatto che lo stambecco è l’ungulato selvatico meno elusivo e più facile da avvicinare, anche a breve distanza, a differenza di camosci e cervi che temono maggiormente la presenza umana.

“Molte delle cartoline ricevute - come ci racconta Luca Pellicioli  coordinatore scientifico del progetto - presentano anche le coordinate GPS e l’altitudine del luogo di avvistamento, permettendo così di geo-referenziare in modo preciso i luoghi di presenza degli animali e assumendo quindi un ruolo importante anche come strumento di monitoraggio della popolazione degli animali”.

Le 10.000 cartoline di segnalazione, stampate per promuovere questa iniziativa e distribuite in tutti i rifugi CAI delle Orobie, oltre che nei negozi Sport Specialist in Lombardia, hanno suscitato un grande interesse e curiosità anche nelle famiglie con bambini che hanno trovato un nuovo ed interessante stimolo per le loro gite sulle Orobie: diventare per un giorno osservatori privilegiati della magia e del fascino degli animali selvatici!

Chi avesse difficoltà nel trovare le cartoline, ormai quasi completamente distribuite, può scaricarne la versione elettronica dal sito www.stambeccoorobie.it o compilarla direttamente online.

Comunicato Sezioni e Sottosezioni bergamasche CAI

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