Presentata e sottoscritta a Bergamo la Carta di Milano per la Montagna

La sera di venerdì 23 ottobre 2015 al Palamonti il documento, alla cui realizzazione ha contribuito anche il CAI, è diventato ufficialmente un’appendice integrativa della Carta di Milano di EXPO.

Presentazione della Carta di Milano per la Montagna al Palamonti

La montagna e la sua ricchezza e biodiversità ecologica, antropologica e culturale sono risorse fondamentali per assicurare il benessere delle popolazioni del pianeta”. Così recita l’incipit della Carta di Milano per la Montagna, presentata e sottoscritta la sera di venerdì 23 ottobre 2015 al Palamonti di Bergamo. Il documento diventa ufficialmente una appendice integrativa della Carta di Milano, il lascito testamentario dell’Expo.

Sono intervenuti il professor Annibale Salsa, past president generale del Cai; Piermario Marcolin, presidente del Cai di Bergamo; Paolo Valoti, presidente dell’unione bergamasca del Cai; Ugo Parolo, sottosegretario alle politiche per la montagna della Regione Lombardia; Alberto Mazzoleni, presidente della Conferenza delle Comunità montane lombarde; Guido Fratta, coordinatore del Sistema Orobie; Elena Carnevali in rappresentanza di Enrico Borghi, presidente Uncem, l’Unione dei Comuni ed enti montani; Matteo Rossi, presidente della Provincia.

“All’indomani dell’Unità d’Italia un politico scriveva che i problemi dello Stato appena formatosi erano due: la questione meridionale e quella montana. Posso affermare che si tratta di due nodi ancora attuali. Vivere in montagna è difficile ed è doveroso dotarla di servizi, affinché essa possa avere un avvenire. Altrimenti si condanneranno i montanari alla sindrome del colonizzato e le Terre alte resteranno sempre marginali. Dobbiamo tutelare la diversità e la biodiversità delle Terre alte”, ha dichiarato Annibale Salsa, che ha supervisionato scientificamente la stesura del documento.

“Questo documento colma una grande lacuna e siamo felici che sia il frutto di una riflessione che ha mosso i primi passi nella Bergamasca – puntualizza Paolo Valoti – Le montagne sono un ambiente difficile ma ricco, meritevoli di una riflessione profonda, perché capaci di offrire molto in qualità del pianeta, delle comunità e della vita. L’Onu le riconosce un ruolo tanto fondamentale da averle dedicato una giornata internazionale a livello mondiale, ogni 11 dicembre. Questa iniziativa ribadisce come i montanari siano gente dalle scarpe grosse e intelligenza lungimirante: la nostra idea, nata a livello locale, oggi si trasforma in qualcosa di globale”.

Per il Presidente Mazzoleni non è una casualità che la scelta della location della presentazione e sottoscrizione della Carta sia ricaduta sulla città di Bergamo e sul Palamonti, “l’unica struttura in Italia interamente dedicata alla montagna e di proprietà del Cai cittadino. È stata proprio la conferenza delle 23 comunità lombarde a sottolineare al ministro alle Politiche agricole Maurizio Martina - in qualità di presidente del coordinamento della Carta di Milano - come il manifesto ufficiale non si fosse occupato delle Terra lte”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Pier Mario Marcolin, presidente del Cai di Bergamo. “Ogni volta che una scuola o un punto sanitario chiudono, la montagna soffre perché sa che rischierà lo svuotamento totale. Le amministrazioni devono garantire il loro impegno affinché ciò non accada. Abbiamo bisogno di gesti concreti: così come lo è questa carta».

La Carta di Milano per la Montagna è visualizzabile a questo link: http://carta.milano.it/wpcontent/uploads/2015/10/108.pdf

Red
Fonte: L'Eco di Bergamo

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