Poesia sul Monte Piana

Elda Gasparini, veneziana iscritta alla Sezione CAI di Calalzo di Cadore, ha scritto un componimento dedicato anche alle tragedie della storia del '900 accadute lassù.

Baraccamenti austriaci sul Monte Piana (foto Riotforlife - wikipedia)

Pubblichiamo di seguito la poesia inviata alla redazione da Elda Gasparini, veneziana di terraferma residente nel comune di Mira, insegnante di lettere da poco in pensione e socia della sezione CAI di Calalzo di Cadore, località che frequenta nei periodi di vacanza fin da quando era bambina.

 


MONTE PIANA

(Ai 14.000 che caddero lassù)

Sono salita qui,
sulla tozza montagna incastonata
fra cime senza eguali,
ammantata di verde, di luce,
sotto nuvole chiare
che si sfrangiano lente nell’azzurro.

E cammino con passo leggero
sul pianoro ferito,
ascoltando la voce del vento,
i sussurri sommessi delle pietre,
l’eco delle miriadi di sogni
che la follia perversa della guerra
ha inchiodato quassù.

Sui prati, tutt’intorno,
è un tripudio di piccole corolle:
protendendosi al sole,
dolcemente raccolgono quei fremiti
di vita calpestata,
quelle speranze irrise e frantumate,
quei sogni crivellati,
e li cullano piano, per un poco…
poi li lasciano andare,
fluttuanti nell’aria fragrante,
e li affidano al cielo,
nel caldo abbraccio d’una nuova estate.

Elda Gasparini

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