Più di 300 persone all'Auditorium di Almese con Franz Rota Nodari

L'altra sera il Socio del Club 4000 del CAI Torino, nell'appuntamento organizzato dalla Scuola del CAI Intersezionale Val Susa e Val Sangone “Carlo Giorda”, ha raccontato con foto e video le sue salite sulla vetta di tutti gli 82 4000 delle Alpi.

Un'immagine della presentazione

1 dicembre 2017 - Tutto esaurito con più di trecento persone presenti all’Auditorium di Almese per una serata organizzata dalla Scuola del CAI Intersezionale Val Susa e Val Sangone “Carlo Giorda”, con la collaborazione del CAI di Almese e del Comune che ne ha dato il patrocinio. Ha introdotto la serata Massimo Gai, direttore della scuola C. Giorda e direttore del corso di cascate di ghiaccio che presenta a sua volta gli altri responsabili dei corsi indetti per il 2018: Alex Ostorero per l’arrampicata libera, Rossella Tonso per lo sci alpinismo, Stefano Cordola per l’alpinismo e Giacomo Portigliatti per il corso d’arrampicata su più tiri di corda.

È poi lo stesso Massimo che ci presenta l’ospite d’onore Francesco Rota Nodari di Bergamo, “Franz” per gli amici, ingegnere ambientale, ricercatore nel campo del telerilevamento per lo studio dell’ambiente e socio del Club 4000, gruppo del Club Alpino Italiano, sezione di Torino, nato nel 1993, che riunisce gli alpinisti che hanno salito almeno 30 vette superiori ai 4000 m sulle 82 dell'elenco ufficiale UIAA. A tale proposito vi erano in sala diversi esponenti del direttivo e soci di tale gruppo tra cui i due soci fondatori: Luciano Ratto (primo alpinista ad aver salito tutti i 4000 delle Alpi) e Franco Bianco.

Franz presenta una carrellata d’immagini e piccoli filmati che si sovrappongano alla videoproiezione, della durata di un’ora e mezza, troppo poco per la qualità d’immagini presentate e di come l’alpinista ha saputo rapportarsi col pubblico, trascinandolo con lui alla magica quota dei quattromila metri, grazie al suo genuino amore per l’alta quota che lo ha portato a salire tutte le 82 vette dei 4000 delle Alpi in dieci anni, ma ripercorrendo anche itinerari non comuni. Sin dall’inizio della sua proiezione si capisce infatti che la sua non è stata una mera collezione di vette, ma un susseguirsi di emozionanti salite per vie diverse, ripetendo molti colossi delle Alpi per le loro pareti nord, concatenando più punte assieme, traversando alcune cime nella sua interezza e salendo “goulotte” fattibili solo in certe condizioni ottimali. Ha disceso con gli sci quasi tutti i 4000 del Monte Rosa e la parete nord del Monte Bianco con fedeli compagni di cordata che più volta cita.

La prova che la sua non è stata una collezione fine a se stessa, viene dal fatto che ha terminato la salita dei 4000 delle alpi solo dopo un incidente a una vertebra che lo aveva immobilizzato per diversi mesi. Alla fine Franz ci mostra anche alcune sue salite extraeuropee e conclude dicendo che ora ha iniziato a salire le vette che sfiorano la quota magica dei 4000 come L’Eiger, la Meije, ecc.  che sono altrettanto fascinose, perché gli regalano quelle emozioni in alta quota che erano il sottotitolo della serata: “82 volte 4000”. Dopo alcune domande del pubblico è seguito un gradito rinfresco offerto dagli organizzatori.

Lodovico Marchisio

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